Green Pass colf badanti

Con l’estensione dell’obbligo di green pass a tutto il settore pubblico e privato arriva una svolta anche per i due milioni di famiglie che utilizzano il lavoro domestico o di assistenti familiari.

Al pari di ogni altra categoria di lavoratori, infatti, anche colf, badanti, babysitter e tutte le altre figure affini saranno assoggettate alla regola che rende obbligatorio, dal 15 ottobre, il possesso del certificato verde per accedere al luogo di lavoro. È una svolta importante visto che potrà offrire tutele e certezze alle famiglie che ogni giorno ospitano nelle proprie case persone di cui, fino a oggi, non hanno potuto controllare l’avvenuta vaccinazione o la negatività al virus.

Una situazione ad alto rischio, se si pensa che badanti e babysitter spesso lavorano a contatto con persone fragili, in alcuni casi – ad esempio i bambini – nemmeno vaccinate. Con le nuove regole le famiglie potranno, quindi, prevenire le situazioni di maggiore pericolo anche se il meccanismo pensato per un posto di lavoro “ordinario” dovrà essere adattato al contesto domestico.

L’impianto previsto dal Governo si basa, infatti, su alcuni adempimenti che dovranno necessariamente essere rimodulati per colf e badanti: il luogo di lavoro è del tutto particolare e gli obblighi previsti dal nuovo decreto dovranno essere applicati in maniera flessibile per questi particolari datori di lavoro. 

Qual è la documentazione da presentare?

Basti pensare all’obbligo previsto dal nuovo decreto legge per ciascun datore di predisporre un piano di controlli e nominare le persone adibite a svolgere quotidianamente la verifica del possesso del green pass: in un contesto semplice come quello domestico, appare difficile predisporre una documentazione così complessa.

Sarà quindi opportuno che il Governo fornisca indicazioni, anche per via amministrativa, per gestire in maniera semplificata questi adempimenti. Sarà importante definire anche le modalità di svolgimento dei controlli: l’uso della app Verifica C19 attualmente impiegata dai locali e dai datori di lavoro già soggetti all’obbligo di green pass sembra garantire un sufficiente livello di semplicità.

La app, descritta e regolata dal Dpcm del 17 giugno 2021, può essere scaricata dalle famiglie anche sul telefono cellulare, e consente la verifica del QR code di ciascun green pass.

Ecco le sanzioni per chi non rispetterà le regole

Le famiglie dovranno prendere sul serio l’obbligo di controllo, ricordando che la legge predispone un meccanismo sanzionatorio abbastanza pesante, sia per chi accede sul lavoro senza certificato verde, sia per i datori di lavoro che non faranno i controlli. Il nuovo decreto prevede, infatti, a carico dei datori – anche quelli che usano il lavoro domestico – una sanzione di importo variabile, da 400 a 1.000 euro, per il mancato svolgimento dei controlli. La sanzione per chi accede al posto di lavoro senza il green pass va invece da 600 a 1.500 euro.

Per non parlare dei possibili profili di responsabilità che potrebbero emergere in caso di contagio di terze persone da parte di lavoratrici o lavoratori domestici privi di green pass. Ricordiamo, ad esempio, che l’obbligo del certificato verde è già previsto dal 10 settembre per le babysitter che vanno a prendere i bambini a scuola, così come per i genitori (Dl 122/2021).


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