Sicurezza nelle piscine: obblighi normativi e misure efficaci per gestori e lavoratori

Sicurezza nelle piscine: obblighi normativi e misure efficaci per gestori e lavoratori

Le piscine, pubbliche, private collettive e turistiche, rientrano nell’ambito del DLgs 9 aprile 2008, n. 81: il gestore o proprietario assume la responsabilità della sicurezza e nomina una figura interna – anche bagnino – con competenze organizzative secondo le disposizioni del Testo Unico.

Inoltre, la normativa tecnica (UNI EN 15288-1, UNI 10637) disciplina progettazione, costruzione e gestione degli impianti, includendo requisiti di sicurezza strutturale, impiantistica, trattamento dell’acqua e valutazione igienico-sanitaria.

Valutazione dei rischi e gestione della sicurezza nelle piscine

Il DVR deve comprendere i pericoli tipici delle piscine: infortuni da scivolamento, rischio annegamento, esposizione a sostanze chimiche (es. disinfettanti), rumore, movimentazione di carichi e stress lavoro‑correlato. La sorveglianza igienico-sanitaria spetta all’ASL e prevede controlli periodici su qualità dell’acqua, livelli di cloro e dispersioni ambientali.

Ruolo e formazione dell’assistente bagnanti

Nelle strutture ad accesso pubblico e turistico-ricettive, è obbligatoria la presenza continuativa di bagnini qualificati. Questi devono partecipare a corsi (es. Decreto 29 maggio 2024, n. 85) con formazione teorica (15‑30 h), pratica in vasca (20 h) e tirocinio (30 h). È inoltre previsto il brevetto per salvataggio in piscine, che prevede un modulo teorico di 20 h e una parte pratica di 15 h in acqua, preceduto da un tirocinio specifico.

Misure strutturali e organizzative essenziali

I gestori devono garantire:

  • Segnaletica chiara e visibile, comprensiva di divieti, regole di utilizzo e profondità.
  • Pavimentazione antiscivolo lungo vasca e spazi comuni.
  • Presenza stabile di salvataggio, con adeguata distanza visiva tra postazioni bagnino e vasche.
  • Controllo della qualità dell’acqua, mantenendo cloro oltre 3 mg/l nelle piscine pubbliche.
  • Procedure di pulizia e ispezione programmate, per garantire standard igienico-sanitari.

Sorveglianza sanitaria e formazione supplementare

Tutti i lavoratori – bagnini, addetti al trattamento acqua, RSPP, addetti antincendio – devono ricevere formazione sulla sicurezza in azienda. Le visite mediche periodiche verificheranno l’idoneità psicofisica, compresa la funzione visiva, respiratoria e dermatologica, in relazione a sostanze e ambiente di lavoro.

Vantaggi e rischi di un approccio strutturato

Vantaggi concreti

  • Diminuzione di incidenti e annegamenti.
  • Migliore qualità dell’ambiente di lavoro e soddisfazione del cliente.
  • Rispetto della normativa evitando sanzioni e contenziosi.

Criticità da evitare

  • Mancata formazione del personale o incongruenze nella valutazione DVR possono causare infortuni gravi.

Assenze nel controllo igienico-sanitario, gestione chimica o segnaletica espongono a responsabilità amministrative, civili e penali.

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