Sistemi antincendio a gas: nuove regole per le prese d’aria

Sistemi antincendio a gas: nuove regole per le prese d’aria

La prevenzione antincendio negli ambienti protetti da sistemi fissi a estinguenti gassosi richiede una progettazione capace di coniugare l’efficacia dello spegnimento con la stabilità dell’involucro edilizio. In questo quadro si inserisce la UNI EN ISO 21805:2026, entrata in vigore l’11 giugno 2026 e destinata a sostituire l’edizione del 2023. La norma fornisce indicazioni per progettare, scegliere e installare le prese d’aria e i dispositivi di sfogo necessari a limitare le variazioni di pressione durante la scarica dell’agente estinguente e nelle successive operazioni di aerazione. 

Il riferimento si collega agli obblighi generali dell’articolo 46 del Dlgs 81/2008 in materia di prevenzione incendi nei luoghi di lavoro, al DM 3 agosto 2015, noto come Codice di prevenzione incendi, e ai criteri di controllo e manutenzione stabiliti dal DM 1 settembre 2021. La norma tecnica non sostituisce la valutazione del rischio né il progetto antincendio, ma offre criteri riconosciuti per applicare correttamente la regola dell’arte. Il suo impiego assume particolare rilievo nei locali tecnici, negli archivi, nelle sale dati e negli ambienti contenenti apparecchiature sensibili, dove la tenuta del compartimento è essenziale per mantenere la concentrazione estinguente.

Antincendio a gas: pressioni e tenuta dei locali protetti

La scarica di un sistema antincendio a gas introduce rapidamente nell’ambiente una quantità definita di agente estinguente e può generare una sovrappressione capace di sollecitare pareti, porte, finestre e controsoffitti. In alcune condizioni possono verificarsi anche depressioni, soprattutto durante determinate fasi della scarica o nell’estrazione successiva del gas. Le prese d’aria devono quindi essere dimensionate in modo da contenere entrambi i fenomeni senza creare aperture eccessive, che ridurrebbero la capacità del locale di trattenere l’estinguente per il tempo necessario. 

La UNI EN ISO 21805:2026 orienta l’analisi dei principali parametri progettuali: volume e resistenza dell’involucro, caratteristiche e quantità dell’agente, durata della scarica, perdite naturali del locale, pressione massima ammissibile, percorso dell’aria e condizioni presenti all’esterno. La valutazione deve comprendere anche l’ubicazione dei dispositivi, le eventuali canalizzazioni, le griglie di protezione e la contropressione che può ridurre la capacità effettiva di sfogo. Il corretto equilibrio tra tenuta e compensazione della pressione è decisivo, perché una soluzione non adeguata può danneggiare le strutture oppure compromettere l’efficacia dello spegnimento.

Progettazione e controlli sulle aperture di compensazione

Le imprese che installano nuovi sistemi o modificano locali già protetti devono verificare la coerenza tra calcoli di progetto, caratteristiche reali dell’ambiente e prestazioni dichiarate dei componenti. Il progettista antincendio, l’installatore e il manutentore devono coordinare le proprie attività, considerando porte, serramenti, impianti di ventilazione, serrande, attraversamenti e ogni modifica che possa cambiare la permeabilità del locale. 

È opportuno documentare il dimensionamento delle prese d’aria, le verifiche sull’integrità dell’involucro, le prove funzionali e le modalità di ripristino dopo l’attivazione. Anche gli interventi successivi su pareti, impianti o destinazione d’uso richiedono un riesame, poiché possono alterare i valori utilizzati nel progetto originario. Le procedure di emergenza devono inoltre coordinare l’allarme, l’evacuazione, la scarica dell’estinguente e il divieto di accesso fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. 

I controlli periodici devono accertare che le aperture di sfogo non siano ostruite, manomesse o deteriorate e che i dispositivi mobili conservino la corretta funzionalità. Per i lavoratori, una progettazione accurata riduce il rischio di cedimenti, proiezione di elementi e difficoltà nell’apertura delle porte. Per l’impresa, l’applicazione dei criteri tecnici migliora l’affidabilità del sistema, tutela gli ambienti sensibili e limita il rischio di interruzioni operative.

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