La vigilanza INL 2025 restituisce un quadro ancora critico sulla regolarità nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione alla salute e sicurezza. Il riferimento istituzionale è il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149, che ha istituito l’Ispettorato nazionale del lavoro e ne ha definito le funzioni di vigilanza. Sul piano prevenzionistico restano centrali il Dlgs 81/2008, il documento di valutazione dei rischi, la formazione, la sorveglianza sanitaria e gli obblighi connessi alla gestione di cantieri, appalti e ambienti di lavoro.
I dati relativi al 2025 evidenziano un numero di controlli sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma con un livello di irregolarità ancora molto elevato, segnale che la sicurezza non può essere considerata un adempimento formale o episodico.
Vigilanza INL 2025 e irregolarità più ricorrenti
La lettura dei risultati mostra che le criticità più frequenti riguardano formazione e informazione, sorveglianza sanitaria, attrezzature, macchine, impianti elettrici, DPI e documenti di prevenzione come DVR, POS, PSC e DUVRI. Nel comparto della vigilanza tecnica, il numero più rilevante di controlli ha interessato l’edilizia, seguita da terziario, industria e agricoltura.
Il dato più significativo resta però la percentuale di ispezioni concluse con violazioni in materia di salute e sicurezza: un elemento che conferma quanto molte imprese siano ancora esposte a rischi organizzativi, documentali e operativi. Le violazioni non riguardano solo l’assenza dei documenti, ma spesso anche la loro scarsa aderenza ai rischi reali presenti nei luoghi di lavoro.
Controlli e prevenzione: cosa devono fare le imprese
Le imprese devono leggere questi dati come un richiamo alla gestione concreta della prevenzione. Il DVR deve essere aggiornato, coerente con le attività svolte e realmente collegato a mansioni, attrezzature, ambienti e procedure. La formazione deve essere tracciabile, specifica e comprensibile per i lavoratori, mentre la sorveglianza sanitaria deve essere integrata nella valutazione dei rischi e nella gestione delle idoneità.
Particolare attenzione va posta anche ai cantieri, dove POS, protezioni contro le cadute dall’alto, coordinamento e verifica della patente a crediti assumono un ruolo decisivo. Una gestione superficiale può determinare sanzioni, prescrizioni, sospensione dell’attività e responsabilità penali. Una gestione strutturata, invece, permette di ridurre il rischio ispettivo e soprattutto di tutelare in modo più efficace lavoratori e continuità aziendale.


