La protezione di base contro l’incendio rappresenta uno dei pilastri del sistema antincendio aziendale e trova il suo riferimento principale nel Codice di prevenzione incendi approvato con il D.M. 3 agosto 2015, applicabile alle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi individuate dal D.P.R. 151/2011. In questo quadro, la strategia S.6 è finalizzata a garantire il controllo o l’estinzione del fuoco nelle sue fasi iniziali, così da limitare la propagazione dell’evento e favorire la gestione dell’emergenza.
Gli estintori portatili rientrano proprio in questo primo livello di difesa e costituiscono, nella generalità dei casi, il presidio minimo da assicurare quando l’attività presenta condizioni compatibili con il livello di prestazione richiesto. Il loro ruolo, però, non può essere ridotto a una semplice presenza formale nei locali di lavoro. La normativa richiede infatti che tali dispositivi siano scelti in modo coerente con i rischi presenti, distribuiti correttamente negli ambienti, mantenuti efficienti e inseriti in una più ampia organizzazione della sicurezza, in raccordo con quanto previsto dall’art. 46 del Dlgs 81/2008 e dalla disciplina tecnica antincendio oggi vigente.
La protezione di base nella strategia S.6 e la scelta degli estintori
La protezione di base prevista dalla strategia S.6 si fonda soprattutto sull’impiego di mezzi manuali di estinzione destinati a intervenire sul principio di incendio, prima che questo assuma dimensioni tali da rendere inefficace l’azione immediata degli occupanti o degli addetti. Per questo la scelta dell’estintore non può essere standardizzata, ma deve partire dalla natura del rischio incendio presente nell’attività. La classificazione dei fuochi definita dalla UNI EN 2 distingue, tra le principali, le classi A, B, C, D e F, alle quali corrispondono agenti estinguenti differenti come acqua, schiuma, polvere, CO₂ o polveri speciali. A questo quadro si affianca oggi anche l’evoluzione tecnica collegata agli incendi che coinvolgono batterie agli ioni di litio, per i quali la ISO 3941:2026 ha introdotto la classe L, segnalando la necessità di una valutazione più aggiornata in tutti i contesti in cui tali accumulatori siano presenti.
Anche la distribuzione degli estintori segue criteri precisi: i presidi devono essere visibili, facilmente accessibili, collocati vicino alle vie di esodo e in prossimità dei rischi specifici, senza ostacolare l’evacuazione. In via generale, il Codice richiama percorrenze massime che, per i fuochi di classe A, possono variare indicativamente tra 20 e 40 metri in relazione al profilo di rischio, mentre per la classe B il percorso massimo è più contenuto. Ne deriva che l’efficacia della protezione di base dipende da un progetto reale del presidio antincendio e non dalla sola installazione numerica degli apparecchi.
Gli obblighi organizzativi per imprese e lavoratori
Gli estintori portatili assumono valore concreto solo quando vengono inseriti in una gestione aziendale coerente, che tenga insieme valutazione del rischio, manutenzione, informazione e capacità di intervento. Per le imprese questo significa anzitutto verificare che i dispositivi installati siano adeguati alle classi di incendio prevedibili e che la documentazione aziendale, dal DVR ai registri dei controlli, sia allineata con le caratteristiche dell’attività svolta.
La manutenzione non è un adempimento secondario, ma una condizione essenziale di efficacia, tanto che il D.M. 1 settembre 2021 disciplina i criteri generali per il controllo e la manutenzione delle attrezzature antincendio, mentre la norma UNI 9994-1 definisce le attività tecniche necessarie a garantirne l’efficienza nel tempo. Parallelamente, il D.M. 2 settembre 2021 richiama la necessità di una corretta gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed emergenza, con formazione adeguata per i soggetti chiamati a intervenire. Sul piano pratico, le aziende devono quindi evitare due errori ricorrenti: considerare l’estintore come presidio sufficiente di per sé e trascurare l’aggiornamento del sistema antincendio quando cambiano layout, lavorazioni, materiali combustibili o fonti di innesco.
In presenza di batterie al litio, apparecchiature elettriche diffuse o rischi specifici di processo, la revisione dei presidi e delle procedure diventa ancora più importante. Per i lavoratori, invece, la presenza di un estintore accessibile non equivale a un obbligo generalizzato di utilizzo, ma richiede informazione, addestramento e consapevolezza dei limiti dell’intervento iniziale. La protezione di base, quindi, è davvero efficace solo quando unisce presidio tecnico e organizzazione aziendale.


