Prodotti della combustione: prevenire i rischi d’incendio

Prodotti della combustione: prevenire i rischi d’incendio

I prodotti della combustione rappresentano uno degli elementi centrali nella valutazione del rischio incendio, poiché possono compromettere in pochi minuti la respirazione, la visibilità e la capacità di evacuazione delle persone. Il quadro normativo parte dall’articolo 46 del Dlgs 81/2008, che impone l’adozione di misure idonee a prevenire gli incendi e a tutelare l’incolumità dei lavoratori. La valutazione prevista dagli articoli 17 e 28 deve considerare le caratteristiche dei materiali combustibili presenti, le possibili sorgenti di innesco, l’affollamento, le vie di esodo e le conseguenze generate da fumo, calore e gas. 

Il decreto del Ministero dell’interno 2 settembre 2021 disciplina la gestione della sicurezza antincendio in esercizio e in emergenza, la formazione degli addetti e i contenuti del piano di emergenza. Il decreto 3 settembre 2021 definisce invece i criteri di progettazione, realizzazione ed esercizio per i luoghi di lavoro a basso rischio e rinvia, negli altri casi, alle regole tecniche applicabili o al Codice di prevenzione incendi. La conoscenza dei fenomeni di combustione diventa quindi indispensabile per scegliere sistemi di rivelazione, allarme, compartimentazione, evacuazione e controllo di fumo e calore.

Prodotti della combustione: gas, fumo e sviluppo dell’incendio

I principali prodotti della combustione comprendono gas, vapori, particelle solide sospese, fumo e calore. La loro composizione cambia in base al combustibile, alla quantità di ossigeno disponibile, alla temperatura e alla fase di sviluppo dell’incendio. Il monossido di carbonio, generato soprattutto dalla combustione incompleta, può provocare perdita di lucidità e capacità motoria senza essere percepito attraverso colore o odore. L’anidride carbonica può ridurre la disponibilità di ossigeno e aumentare la frequenza respiratoria, favorendo l’inalazione di altre sostanze tossiche. La combustione di materiali plastici, isolanti, tessili o trattati può inoltre liberare composti irritanti e corrosivi. 

Il fumo riduce la visibilità, ostacola l’individuazione delle uscite e può creare disorientamento, mentre il calore provoca ustioni, disidratazione e una rapida perdita di resistenza fisica. Lo sviluppo dell’incendio attraversa normalmente una fase iniziale, una fase di crescita, uno stadio pienamente sviluppato e una fase di decadimento. I rischi non sono però limitati agli incendi con fiamme evidenti. Anche una combustione covante può produrre grandi quantità di fumo e gas tossici prima che l’evento venga riconosciuto. I sistemi di rivelazione devono pertanto essere scelti considerando i materiali presenti e il possibile andamento dell’incendio, senza adottare soluzioni identiche per ambienti e lavorazioni differenti.

Le misure aziendali contro fumo, calore e gas tossici

Le imprese devono tradurre queste conoscenze in misure coerenti con i rischi effettivi dell’attività. Il datore di lavoro deve individuare materiali e processi che possono generare prodotti particolarmente pericolosi, verificare le modalità di deposito delle sostanze combustibili e controllare l’adeguatezza delle vie di esodo. Le porte, la segnaletica e l’illuminazione di sicurezza devono rimanere efficienti e facilmente riconoscibili anche in condizioni critiche. 

Gli impianti di rivelazione e allarme devono consentire una segnalazione tempestiva, mentre i sistemi di evacuazione o smaltimento di fumo e calore devono essere progettati e mantenuti in funzione delle caratteristiche dell’edificio. Il piano di emergenza deve considerare la possibile perdita di visibilità, la propagazione dei fumi tra locali diversi e la presenza di persone che necessitano di assistenza. Gli addetti antincendio devono ricevere una formazione adeguata al livello dell’attività e conoscere i limiti dell’intervento diretto. 

In presenza di fumo denso o gas tossici, un tentativo di spegnimento effettuato senza condizioni di sicurezza può esporre il lavoratore a un pericolo maggiore. Le prove di evacuazione, la manutenzione dei presidi, il controllo delle aperture di aerazione e l’aggiornamento del DVR permettono di verificare l’efficacia delle misure. La prevenzione non consiste quindi soltanto nel contrastare le fiamme, ma soprattutto nel limitare gli effetti dei prodotti della combustione sulle persone.

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