Amianto: nuove linee guida per proteggere i lavoratori

Amianto: nuove linee guida per proteggere i lavoratori

L’amianto resta uno dei rischi più rilevanti per la salute dei lavoratori esposti durante attività di manutenzione, ristrutturazione, demolizione, bonifica e interventi su edifici o impianti realizzati in passato. Il quadro di tutela è stato recentemente rafforzato dalla Direttiva (UE) 2023/2668, che ha modificato la Direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi all’esposizione all’amianto. In Italia le nuove disposizioni sono state recepite con il Dlgs 213/2025, entrato in vigore il 24 gennaio 2026, che ha modificato diversi articoli del Dlgs 81/2008 dedicati alla gestione del rischio amianto. 

In questo contesto si inseriscono le nuove linee guida europee per la gestione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti, rese disponibili dall’Ispettorato nazionale del lavoro nell’agosto 2026. Il documento ha carattere operativo e integra il quadro normativo offrendo indicazioni utili per individuare i materiali contenenti amianto, valutare l’esposizione e organizzare correttamente le misure di prevenzione.

L’amianto richiede valutazione preventiva e controllo dell’esposizione

L’amianto è classificato come agente cancerogeno e la sua pericolosità è legata soprattutto alla dispersione e all’inalazione delle fibre. Le nuove linee guida affrontano quindi la prevenzione partendo dall’identificazione preventiva dei materiali che potrebbero contenerlo. Prima di iniziare lavori di manutenzione, demolizione o ristrutturazione diventa essenziale raccogliere informazioni sulla struttura interessata e verificare l’eventuale presenza di amianto, evitando interventi che possano disturbare materiali non ancora identificati. La pubblicazione dedica particolare attenzione anche alla valutazione del rischio, al monitoraggio dell’aria e alle misure tecniche e organizzative necessarie per limitare l’esposizione. 

Il documento affronta inoltre l’impiego dei dispositivi di protezione, la formazione degli addetti, la sorveglianza sanitaria, la gestione delle emergenze e il corretto trattamento dei rifiuti contenenti amianto. Le indicazioni non riguardano esclusivamente chi opera direttamente nelle attività di bonifica. Il rischio può infatti interessare anche lavoratori che intervengono accidentalmente su materiali contenenti amianto o persone presenti nelle aree circostanti, attraverso forme di esposizione passiva o secondaria. Per questo la prevenzione deve iniziare prima dell’avvio delle lavorazioni e comprendere un’attenta pianificazione delle attività, il coordinamento tra le imprese e procedure capaci di impedire la dispersione delle fibre.

Le imprese devono organizzare gli interventi prima dei lavori

Le imprese chiamate a operare in edifici, impianti, infrastrutture o mezzi potenzialmente interessati dalla presenza di amianto devono integrare queste indicazioni nella propria organizzazione della sicurezza. La prima esigenza è verificare le informazioni disponibili sulla struttura e individuare eventuali materiali sospetti prima che vengano tagliati, forati, rimossi o danneggiati. Quando emerge un rischio di esposizione, occorre valutare le modalità di intervento e adottare misure adeguate alla tipologia di lavorazione, limitando il numero delle persone esposte e controllando l’accesso alle aree interessate. 

Diventano centrali anche la scelta delle attrezzature, le procedure di decontaminazione, l’impiego corretto dei DPI e la gestione dei materiali rimossi. La formazione deve permettere agli addetti non soltanto di conoscere i pericoli dell’amianto, ma anche di riconoscere le situazioni nelle quali è necessario interrompere un’attività e richiedere una valutazione specialistica. 

Le nuove linee guida richiamano inoltre l’attenzione su numerosi contesti operativi, dagli edifici alle opere di ingegneria civile fino a mezzi di trasporto e macchinari. Per le aziende, una corretta gestione del rischio amianto significa quindi evitare interventi improvvisati e adottare un approccio preventivo basato su identificazione, valutazione, pianificazione e controllo dell’esposizione.

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