indennità

Danno biologico sul lavoro, aumenta indennità per lavoratori e famiglie

Aumento dell’indennità erogata a titolo di risarcimento ai lavoratori e alle loro famiglie a seguito di danno biologico subito sul lavoro. Lo ha ufficializzato l’Inail con la circolare n.41 .

Il nuovo indice va applicato agli importi delle prestazioni economiche per danno biologico, ossia agli indennizzi in capitale e rendita dovuti dall’Inail.

I nuovi importi rivalutati saranno corrisposti con il rateo di dicembre 2023 per quanto riguarda le rendite, mentre sono liquidati da luglio per quanto riguarda gli indennizzi in capitale.

Per chi aumenta l’indennità Inail

La rivalutazione riguarda le rendite e gli indennizzi in capitale liquidati dall’INAIL a partire dal 1° luglio 2023, in relazione ad eventi lesivi che hanno dato origine a danno biologico, erogate in misura proporzionale al grado di invalidità, con una franchigia del 6% (sotto la quale non spetta indennizzo):

  •  indennizzo in capitale per invalidità dal 6% al 16%;
  •  indennizzo in rendita dal 16% in su.
La circolare numero 41 dell’Inail
Italian Summit HSE Bologna

Sicurezza lavoro, le proposte del Summit HSE in una mozione approvata al Senato

Il Senato ha approvato la mozione n. 71 sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro. La mozione impegna il governo a introdurre disposizioni di carattere premiale in favore delle imprese che assicurino ulteriori e più salde tutele per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e a rafforzare le misure sanzionatorie per le imprese che si rendono responsabili di violazioni in tema di sicurezza (punto 3); a promuovere la cultura della sicurezza sul lavoro in riferimento ad ogni livello di istruzione e formazione, prevedendo altresì il coinvolgimento, con apposite attività formative, delle classi docenti e l’eventuale l’introduzione di un insegnamento ad hoc (punto 10).

Sono questi due dei dieci punti previsti dalla mozione discussa dopo l’incidente alla stazione ferroviaria di Brandizzo (Torino) e la conseguente tragica morte di cinque lavoratori impiegati da un’impresa appaltatrice per la manutenzione del tratto ferroviario Milano-Torino.

Proposte, quelle sopracitate, che già il Summit HSE aveva consegnato al sottosegretario e senatore Claudio Durigon e all’onorevole Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro, all’ultima riunione ad Ambiente Lavoro a Bologna (24 novembre): individuare semplificazioni burocratiche incisive tenendo conto delle esigenze di aziende e professionisti; prevedere una formazione in materia Sicurezza lavoro che risulti più efficace dell’attuale; introdurre un credito d’imposta per rimborsare le spese affrontate dalle imprese virtuose circa gli obblighi previsti dal Dlgs 81/08.

Italian Summit HSE. Promosso da Conflavoro PMI, vede tra i suoi membri le principali realtà che si occupano di salute, sicurezza e ambiente di lavoro: AIFOSUNASF Conflavoro PMIFondazione LHSANMILAmbiente e LavoroAIFESSistema HSE, UNPISI e ATISL.

anmil

Conflavoro a fianco di Anmil durante l’incontro con il Papa in Vaticano

Lunedì 11 settembre Conflavoro è stata al fianco di ANMIL durante i festeggiamenti per l’80esimo anno di attività di quest’ultima. Una giornata assolutamente unica poiché l’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro, presieduta da Zoello Forni, è stata infatti ricevuta e celebrata da Papa Francesco e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Per Conflavoro, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, ha partecipato all’incontro con il Santo Padre il segretario generale Enzo Capobianco, il quale riveste anche il ruolo di presidente Unasf, l’Unione Nazionale Sicurezza e Formazione dell’associazione.

La sicurezza sul lavoro, infatti, è stato il traino di tutta la giornata, con scambi tra il Santo Padre e la delegazione. “La sicurezza sul lavoro – ha affermato Papa Francesco – è come l’aria che respiriamo e ci accorgiamo della sua importanza solo quando viene a mancare”.

Conflavoro, a nome delle imprese associate, ha inoltre donato al pontefice la raffigurazione in bronzo del Volto Santo di Lucca, creata da Cesare Giovacchini tra gli ultimi artisti artigiano di oggetti sacri della Lucchesia. Il Volto Santo è un crocifisso ligneo risalente a un periodo compreso tra l’VIII e il IX secolo e custodito nella cattedrale di Lucca, città toscana che ha visto nascere Conflavoro e che per molti anni ha ospitato anche la sede nazionale.

Anmil e Conflavoro

“Sono forti e collaborativi i rapporti tra Anmil e Conflavoro, tanto che l’associazione guidata da Forni – spiega il segretario – è stata fra le prime ad aderire al nostro progetto dell’Italian Summit HSE, vero e proprio unicum nel nostro Paese, che vede riunite le più importanti associazioni e sigle attive a vario titolo nella salute e sicurezza sul lavoro. Abbiamo voluto celebrare ANMIL donando al presidente una medaglia anch’essa realizzata da Giovacchini, raffigurante San Martino cui è dedicata la cattedrale di Lucca. È stato emozionante essere ricevuti dal pontefice e siamo certi – conclude Enzo Capobianco – che con ANMIL faremo ancora grandi cose insieme per migliorare la prevenzione in ambiente lavorativo. I nostri migliori auguri vanno a loro per questi 80 anni e per tanti altri ancora a tutela dei lavoratori vittime gravi di infortuni sul lavoro”.

infortuni

Primo semestre 2023, infortuni in etinere (+6%) e malattie professionali (+22,4%)

Nella sezione Open data del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio– nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di giugno. Di seguito il report semestrale.

Infortuni, i dati da gennaio a giugno 2023

Le denunce di infortunio presentate all’Inail entro il mese di giugno sono state 296.665, in calo rispetto alle 382.288 dei primi sei mesi del 2022 (-22,4%), in aumento rispetto alle 266.804 del 2021 (+11,2%).

A livello nazionale i dati rilevati al 30 giugno di ciascun anno evidenziano nel primo semestre del 2023, rispetto all’analogo periodo del 2022, un decremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 340.784 del 2022 ai 252.675 del 2023 (-25,9%); mentre quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, hanno fatto registrare un aumento del 6,0%, da 41.504 a 43.990.

Nel giugno di quest’anno il numero degli infortuni sul lavoro denunciati ha segnato un -27,6% nella gestione Industria e servizi (dai 313.474 casi del 2022 ai 226.964 del 2023), un -1,1% in Agricoltura (da 12.612 a 12.471) e un +1,8% nel Conto Stato (da 56.202 a 57.230).

Si osservano decrementi degli infortuni in occasione di lavoro in quasi tutti i settori produttivi, in particolare la Sanità e assistenza sociale (-73,1%), l’Amministrazione pubblica, che comprende l’attività degli organismi preposti alla sanità – Asl – e gli amministratori regionali, provinciali e comunali (-63,2%), e il Trasporto e magazzinaggio (-55,2%).

In controtendenza alcuni settori del comparto manifatturiero, come quelli delle bevande (+17,4%), dell’abbigliamento (+8,7%) e dei prodotti chimici (+2,2%).

Il calo che emerge dal confronto tra il primo semestre del 2022 e del 2023 è legato sia alla componente femminile, che registra un -35,6% (da 165.055 a 106.305 casi denunciati), sia a quella maschile, che presenta un -12,4% (da 217.233 a 190.360).

Il decremento ha interessato sia i lavoratori italiani (-25,4%) sia quelli comunitari (-18,9%) ed extracomunitari (-3,1%). Dall’analisi per classi di età emergono diminuzioni in tutte le fasce, tranne tra gli under 20 (+13,1%).

Infortuni mortali

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nei primi sei mesi di quest’anno sono state 450, 13 in meno rispetto alle 463 registrate nel periodo gennaio-giugno 2022.

A livello nazionale i dati rilevati al 30 giugno di ciascun anno evidenziano per il primo semestre 2023 rispetto al pari periodo 2022, pur nella provvisorietà dei numeri, un decremento solo dei casi mortali in itinere, scesi da 121 a 104, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro passano da 342 a 346. Il calo ha riguardato l’Agricoltura (che scende da 57 a 47 casi) e il Conto Stato (da 18 a 15), mentre nell’Industria e servizi i decessi sono stati 388 in entrambi i periodi.

Al 30 giugno di quest’anno risultano sei denunce di incidenti plurimi per un totale di 12 decessi, sei dei quali stradali. Nei primi sei mesi del 2022 gli incidenti plurimi erano stati otto per un totale di 18 decessi, tutti stradali.

Denunce di malattia professionale

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi sei mesi del 2023 sono state 38.042, quasi settemila in più rispetto allo stesso periodo del 2022 (+22,4%). I dati rilevati al 30 giugno di ciascun anno mostrano un aumento del 22,6% nella gestione Industria e servizi (da 25.507 a 31.262 casi), del 21,1% in Agricoltura (da 5.308 a 6.430) e del 29,6% nel Conto Stato (da 270 a 350).

In ottica di genere si rilevano 4.779 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 23.054 a 27.833 (+20,7%), e 2.178 in più per le lavoratrici, da 8.031 a 10.209 (+27,1%). L’aumento riguarda sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 28.725 a 34.978 (+21,8%), sia quelle dei comunitari, da 781 a 911 (+16,6%), e degli extracomunitari, da 1.579 a 2.153 (+36,4%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nei primi sei mesi del 2023, le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.

centrali idroelettriche

Centrali idroelettriche, criticità e rischi

Sull’analisi dettagliata dei rischi e delle problematiche di gestione legate alle apparecchiature delle centrali idroelettriche si concentra un fact sheet dell’Inail, disponibile nel catalogo delle pubblicazioni sul sito dell’Istituto. In particolare, viene evidenziata la valutazione dei rischi a cui sono esposti i lavoratori di questi impianti.

I livelli di sicurezza in dighe e centrali idroelettriche

Le dighe possono essere distinte in dighe murarie, progettate per contrastare la spinta dell’acqua sfruttando la massa o la resistenza meccanica della struttura arcuata; dighe in materiale sciolto, che sfruttano la resistenza di massa del materiale; altri tipi di strutture minori, realizzate anche con tecniche di bioarchitettura utilizzate per regolare il flusso delle acque.

Gli scarichi delle acque vanno dimensionati in base ai dati di piovosità dell’area e la struttura deve possedere sistemi di rilevazione per eventuali cedimenti o infiltrazioni. Anche nelle centrali idroelettriche il processo di trasformazione in energia deve essere opportunamente controllato. Il fact sheet elenca in dettaglio l’iter di passaggio, sottolineando che nelle dighe di recente costruzione o in quelle ristrutturate è prevista una rete di sensori di monitoraggio di ogni componente, che segnalano eventuali anomalie e permettono anche di attivare automaticamente azioni.

I criteri principali di valutazione dei rischi

Se le dighe possono costituire una possibile fonte di rischio per l’incolumità delle popolazioni, altrettanto può dirsi per i lavoratori addetti a gestione e manutenzione.

Essendo le centrali idroelettriche ubicate principalmente in zone impervie, il documento sottolinea i rischi legati alle vie di comunicazione e l’esposizione a basse temperature d’inverno e a quelle elevate in estate. Negli ambienti al chiuso, oltre ai rischi termici, va fatta anche una verifica della stabilità delle strutture, la presenza di luoghi idonei per la permanenza come dormitori e servizi igienici e di vie di fuga idonee in caso di emergenza.

Nelle fasi di manutenzione, poi, i lavoratori sono esposti a rischi specifici, che vanno dalle cadute dall’alto per l’uso di scale e trabattelli, allo scivolamento, alla caduta di oggetti, senza tralasciare gli altri rischi di varia natura derivanti dall’utilizzo di lubrificanti e vernici o di attrezzature a pressione.

Le misure di prevenzione per i lavoratori

Le maggiori criticità a cui vanno incontro le centrali idroelettriche, sottolineano gli autori nella parte finale dello studio, sono da registrarsi nelle fasi di costruzione dell’invaso e della centrale, nelle loro modifiche e nelle successive attività di manutenzione.

Viene raccomandato di curare l’efficienza degli apparecchi a pressione che azionano i sistemi di regolazione delle portate d’acqua con accurati controlli periodici; di porre la massima attenzione agli effetti del rumore, le cui emissioni sonore possono essere ridotte da una puntuale manutenzione.

Se la misura di valori superiori a 80 decibel è considerata tale da richiedere azioni di bonifica o l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, è necessario considerare gli effetti extra uditivi di valori superiori a 60 decibel che sono causa di stress, insonnia e gastriti.

Se non è possibile ridurre l’esposizione ai rischi anche utilizzando attrezzature specifiche, può essere necessario dotare i lavoratori delle centrali idroelettriche di dispositivi di protezione e di indumenti idonei, come tute da lavoro, guanti protettivi, scarpe con rinforzi in acciaio e suole antiscivolo insieme a dispositivi di protezione di udito e vista. Fondamentale resta l’attività di formazione, che deve essere specifica e tarata sull’attività svolta in centrale.      

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