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Proroga smart working per i lavoratori fragili fino al 30 giugno

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali annuncia la proroga dello smart working fino al 30 giugno per i lavoratori fragili.

Per quali lavoratori vale la proroga dello smart working?

I lavoratori che beneficeranno dell’agevolazione devono essere affetti dalle patologie previste dal DECRETO del ministero della Salute del 4 febbraio 2022 (previsto all’articolo 17, comma 2, del DL 24 dicembre 2021, n. 221, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2022, n. 11).

1) pazienti con marcata compromissione della risposta immunitaria:

  • trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;
  • trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro 2 anni dal trapianto o in terapia
  • immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica);
  • attesa di trapianto d’organo;
  • terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico Antigenico (cellule CAR T);
  • patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi,
  • mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure;
  • immunodeficienze primitive (es. sindrome di DiGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich,
  • immunodeficienza comune variabile etc.);
  • immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (es: terapia corticosteroidea ad
  • alto dosaggio protratta nel tempo, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con
  • rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario etc.);
  • dialisi e insufficienza renale cronica grave;
  • pregressa splenectomia;
  • sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con conta dei linfociti T CD4+ < 200cellule/µl o sulla base di giudizio clinico.

2) pazienti che presentino 3 o più delle seguenti condizioni patologiche:

  • cardiopatia ischemica;
  • fibrillazione atriale;
  • scompenso cardiaco;
  • ictus;
  • diabete mellito;
  • bronco-pneumopatia ostruttiva cronica;
  • epatite cronica;
  • obesità.

b) la contemporanea presenza di esenzione alla vaccinazione per motivi sanitari e almeno una delle seguenti condizioni:

sicurezza architettonica

Sicurezza architettonica, i requisiti essenziali per progettare un edificio

Le infrastrutture architettoniche svolgono un ruolo centrale per la salute dei lavoratori e la loro sicurezza, perché costituiscono gli spazi di lavoro, condizionando attività e comportamenti. Anche il modo in cui un edificio è costruito può incidere sulla salute e sicurezza dei lavoratori. Infatti una costruzione edile deve possedere anche specifiche caratteristiche in grado di assicurare il benessere di chi vi lavora, rispettando alcune prescrizioni dimensionali (altezza, cubatura e superfici) e considerando anche i fattori ambientali.

Un fascicolo pubblicato sul portale dell’Inail, affronta proprio il tema della valutazione del rischio architettonico con lo scopo di prevenire i pericoli per i lavoratori.

Chiariamo insieme, grazie all’aiuto di Unasf Conflavoro PMI, la relazione tra architettura e salute e quali sono i requisiti di riferimento nell’ambito della sicurezza nell’edilizia.

Cosa si intende per sicurezza architettonica

“La sicurezza architettonica è intesa come l’insieme delle condizioni dell’organismo edilizio che assicurano un livello accettabile di incolumità degli utenti.  Per comprendere l’ampiezza del concetto di sicurezza in edilizia può essere utile fare riferimento al Regolamento (UE) N. 305/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2011. Secondo tale regolamento le opere di costruzione, nel complesso e nelle loro singole parti, devono essere adatte all’uso cui sono destinate, tenendo conto in particolare della salute e della sicurezza delle persone”. 

Sicurezza architettonica nell’edilizia, quali sono i requisiti essenziali?

“I requisiti essenziali che fanno diretto riferimento alla sicurezza riguardano: 

  • resistenza meccanica e stabilità;
  • sicurezza in caso di incendio;
  • sicurezza e accessibilità nell’uso;
  • igiene, salute, ambiente;
  • protezione dal rumore;
  • risparmio energetico e ritenzione del calore;
  • uso sostenibile delle risorse naturali”.

Prevenzione del rischio e analisi dell’edificio, quali sono le caratteristiche da considerare 

“Il livello di analisi che riguarda l’edificio si fonda innanzitutto sul rilevamento delle sue principali caratteristiche morfologiche e dimensionali (numero piani fuori terra, superfici utili per piano ecc). Le caratteristiche tecniche da considerare attengono prevalentemente alla tipologia costruttiva dei principali sistemi dell’edificio: coperture e tamponature, solai, tipo di pavimentazione e caratteristiche di finitura esterna prevalenti”.

 

salute mentale

Salute mentale nel lavoro digitale, le proposte dell’Ue contro il rischio psicosociale

La definizione odierna di salute e sicurezza sul lavoro non può più prescindere dalla comprensione della salute mentale. Lo afferma il Parlamento europeo nella Risoluzione del 5 luglio 2022 sulla salute mentale nel mondo del lavoro digitale, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 7 febbraio 2023.

Secondo il Parlamento le istituzioni dell’UE e gli Stati membri dovrebbero riconoscere la portata dei problemi di salute mentale legati al lavoro e impegnarsi fortemente per regolamentare e attuare un mondo del lavoro digitale che contribuisca alla prevenzione di tali problemi.

Secondo l’Europarlamento è quindi necessario integrare l’assistenza sanitaria per la salute mentale con l’assistenza destinata alla salute fisica. In tal senso il Parlamento europeo rincara la responsabilità del datore di lavoro e il ruolo essenziale sia di quest’ultimo che delle parti sociali nell’elaborazione e nell’attuazione di tali iniziative.

Salute mentale a lavoro, le proposta della commissione UE

Alcuni punti della proposta:

  • prevenire efficacemente i rischi psicosociali sul luogo di lavoro, anche online;
  • fornire formazione ai dirigenti e ai lavoratori;
  • valutare periodicamente i progressi e migliorare l’ambiente di lavoro.

L’Europarlamento sostiene anche la necessità di una formazione psicosociale per i dirigenti e lavoratori per adattarsi alle pratiche di organizzazione del lavoro e promuovere una comprensione profonda dei problemi di salute mentale nel luogo di lavoro. Incoraggia quindi i datori di lavoro a promuovere approcci, politiche e pratiche positive per una buona salute mentale e il benessere sul lavoro.

Il Parlamento europeo propone anche di designare e formare un dipendente di riferimento per la salute mentale o di predisporre una sezione dedicata nella piattaforma di comunicazione interna per il loro luogo di lavoro. All’interno le informazioni per indirizzare i dipendenti verso i vari servizi dedicati.

In programma anche il lancio di piattaforme e applicazioni digitali per la salute mentale, oltre alla valutazione della fattibilità dell’istituzione di un numero di assistenza telefonica comune a livello dell’UE per attivare una rete di sostegno.

Infine, il parlamento invita gli Stati membri a valutare la possibilità di creare servizi locali o regionali di intermediazione per i rischi psicosociali, che offrano consulenza e supporto tecnico ai lavoratori autonomi e ai datori di lavoro, ai dirigenti e ai lavoratori delle microimprese e delle PMI.

tumori professionali

Tumori professionali, ancora troppi decessi in Italia. Settori coinvolti e primi fattori di rischio

Ai tumori professionali è associabile il 32% dei decessi conseguenti attività lavorativa. Secondo la Iarc (International agency for research on cancer), il cancro provoca annualmente tra la popolazione mondiale 8,2 milioni di decessi e le previsioni sull’incidenza e sulla mortalità risultano in crescita.

Concentrando l’attenzione sui soli tumori professionali, le stime a livello mondiale prodotte dall’Ilo (International labour office) riferiscono che è associabile ai tumori il 32% dei decessi conseguenti ad attività lavorativa. In Europa, tale percentuale arriva al 53% che, in valore assoluto, corrisponde ad una oscillazione tra i 60 mila ed i 100 mila lavoratori deceduti in un anno a causa di neoplasie.

Nel 2006 in Francia ed in Belgio si registravano circa 10 casi di cancro ogni 100 mila assicurati, in Italia circa 5 casi. Anche le percentuali dei tumori rispetto al totale delle malattie professionali denunciate differiscono: nel 2015 si va dal 2% della Francia, al 6% dell’Italia e all’11% della Germania.

Per l’Italia, la banca dati statistica dell’Inail riporta che nel quinquennio 2012 – 2016 i tumori sono pari al 5,25% delle tecnopatie ma causano il 95% delle morti per malattia professionale, così come sono preponderanti nel determinare i gradi più elevati di menomazione.

Tumori professionali, l’incidenza per settori

Le neoplasie di pleura e peritoneo, insieme a quelle dell’apparato respiratorio, costituiscono quasi l’80% di tutti i tumori professionali.

La tabella 👇   ‘Tumori professionali: analisi per comparti di attività economica’ – Inail
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Sorveglianza epidemiologica negli ambienti di lavoro e di vita

La valutazione dei livelli di esposizione professionale ai principali agenti cancerogeni e biologici presenti nei luoghi di lavoro, è finalizzata alla predisposizione di misure preventive idonee alla riduzione del rischio tumori professionali.

La norma di riferimento dell’attività di registrazione delle esposizioni professionali è il Dlgs 81/2008 che individua nell’Inail il soggetto istituzionale deputato alla gestione, ai fini di ricerca scientifica, dei flussi informativi relativi alla tenuta e all’aggiornamento dei registri indicanti i livelli di esposizione ad agenti cancerogeni, agli elenchi di lavoratori esposti e alle cartelle sanitarie e di rischio. Le modalità di tenuta del registro e di trasmissione dei dati all’Inail sono definiti dal d.m. 155/2007.

L’importanza della prevenzione

È possibile identificare tre grandi classi di fattori di rischio tumori professionali: di tipo chimico, di tipo fisico e di tipo biologico. Appartengono al primo gruppo moltissime sostanze chimiche: l’amianto, molti metalli (nichel, cromo, cadmio), il benzene, il cloruro di vinile ecc.

Il rischio di tipo fisico è legato invece a fattori diversi, come per esempio le radiazioni, prime fra tutte quelle ionizzanti.

Quanto al rischio biologico invece, può essere causato per esempio da batteri e virus, importante soprattutto per chi lavora in ambiente medico-sanitario.

In questo senso un’adeguata formazione sulle tecniche di prevenzione e protezione da questi fattori è fondamentale per prevenire i rischi di tumori professionali.

industria chimica

Industria chimica e rischi, un manuale operativo aggiornato

In Italia l’industria chimica riveste un’importanza economica notevole. Con un volume di circa 50 miliardi di euro realizzato nel 2020, il nostro si conferma infatti il terzo Paese europeo produttore, dopo Francia e Germania.

Nel settore chimico operano circa 2800 imprese, delle quali l’85% è di piccole o medie dimensioni, con oltre 110 mila addetti. Si tratta di una filiera che va dalle imprese chimiche di base, impegnate nella trasformazione delle materie prime, a quelle specializzate nella produzione di prodotti differenziati per tutti i settori manifatturieri o destinati al consumo e alla grande distribuzione.

Vista l’importanza del settore, un documento Inail rivede e aggiorna i protocolli e le procedure di salute e sicurezza sul lavoro nell’ambito dei rischi dell’industria chimica. Il documento è disponibile sul sito dell’Istituto.

Disponibili online sul sito dell’Inail, le nuove linee guida.

Industria chimica e rischi, alla base di un Sgsl le esigenze di lavoratori e stakeholder

Suddiviso in dieci capitoli, il documento si sofferma sui diversi aspetti che compongono un Sgsl, dalla pianificazione fino al processo di miglioramento continuo. In particolare, sottolinea che in tema di salute e sicurezza i lavoratori e i loro rappresentanti costituiscono gli interlocutori principali, e le loro istanze rappresentano un punto di partenza su cui costruire un Sgsl.

Accanto ad esse, le richieste di fornitori, appaltatori e comunità locali costituiscono esempi di aspettative di soggetti esterni all’industria chimica, legittimati a esprimere le proprie esigenze nel processo di costruzione del Sistema.

Un manuale operativo per imprese e lavoratori

L’identificazione sistemica dei pericoli connessi all’ambiente e all’attività lavorativa nel settore dell’industria chimica costituisce un’azione propedeutica per la valutazione dei rischi di settore e per l’individuazione di adeguate misure di prevenzione.

In questo senso, il manuale descrive i processi e gli elementi da prendere in considerazione nella definizione dei processi di sicurezza aziendale.

👉 Il manuale

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