radiazioni

Radiazioni ionizzanti, cosa cambia con il Dl n.203 del 25 novembre – l’approfondimento

In relazione alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione di radiazioni ionizzanti, il Dl n.101 del 31 luglio 2020 viene integrato e corretto con il Dl n.203 del 25 novembre 2022. 

Pericolo radiazioni ionizzanti, cosa cambia per i datori di lavoro

Viene sostituito il comma 9 dell’articolo 109 del Dl n.101 del 31 luglio 2020. Il nuovo testo recita: “I datori di lavoro trasmettono all’archivio nazionale dei lavoratori esposti, di cui all’articolo 126, comma 1, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, i risultati delle valutazioni di dose effettuate dall’esperto di radioprotezione per i lavoratori esposti, secondo le modalità previste dal decreto di cui all’articolo 126, comma 2”.

Cosa cambia nella formazione di dirigenti e preposti

Veniamo all’articolo 23 del Dl n.203 del 25 novembre 2022 che riporta invece modifiche all’articolo 110 del dl n.101 del 31 luglio 2020 relativamente alla informazione e formazione dei dirigenti e dei preposti.

Secondo quanto specificato, il datore di lavoro provvede affinché i dirigenti e i preposti ricevano un’adeguata informazione, una specifica formazione e un aggiornamento almeno ogni cinque anni in relazione ai propri compiti in materia di radioprotezione. 

I contenuti dell’informazione e formazione comprendono:

  • principali soggetti coinvolti e relativi obblighi;
  • definizione e individuazione dei fattori di rischio derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti;
  • modalità di valutazione dei rischi derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti;
  • individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti.

Pericolo radiazioni ionizzanti, cosa cambia per i datori di lavoro

Gli articoli 23 e 24 del Dl n.203 del 25 novembre 2022 modificano alcuni aspetti della formazione di dirigenti, preposti e lavoratori.

Il datore di lavoro si assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente e adeguata in materia di radioprotezione anche con eventuale addestramento specifico. La formazione e l’addestramento devono avvenire con periodicità almeno quinquennale e  in occasione:

  • della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro;
  • del trasferimento o cambiamento di mansioni;
  • dell’introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie che modificano il rischio di esposizione alle radiazioni ionizzanti.
Inail Bando ISI 2023

Bando Isi 2022, più di 300 milioni per le imprese che investono in sicurezza

Più di 300 milioni a fondo perduto per sostenere le imprese agricole che investono in sicurezza. Con il bando Isi 2022 gli incentivi a fondo perduto stanziati a partire dal 2010 per la realizzazione di progetti di miglioramento della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro superano quota tre miliardi di euro.

Il supporto alle aziende virtuose come obiettivo prioritario”, sostiene il presidente dell’Inail Franco Bettoni. “Lo strumento degli incentivi Isi rappresenta, infatti, una leva di intervento strutturata – continua il presidente – attraverso la quale l’Inail promuove e sostiene l’impegno virtuoso delle aziende che scelgono di puntare sulla sicurezza, non limitandosi solo agli interventi imposti dalle norme, avendo ben compreso che la prevenzione genera un importante ritorno in termini economici, sociali, di competitività e di benessere organizzativo”.  

Bando ISI, i cinque assi del finanziamento

I fondi del bando Isi 2022, più di 333 milioni di euro, sono ripartiti in budget regionali/provinciali e suddivisi in cinque assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e alla tipologia dei progetti che saranno realizzati. 

Primo asse: 161,8 milioni di euro, suddivisi in 156,8 milioni per i progetti di investimento e cinque milioni per i progetti di adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

Il secondo asse prevede 40 milioni di euro per la realizzazione di progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi. 

Lo stanziamento del terzo asse è di 86,5 milioni di euro, per progetti di bonifica da materiali contenenti amianto; mentre il quarto mette a disposizione 10 milioni di euro per progetti per micro e piccole imprese operanti nella ristorazione. 

L’importo del quinto asse, riservato ai progetti per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, è invece di 35 milioni di euro, suddivisi in 25 milioni per la generalità delle imprese agricole e 10 milioni per i giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria.

Destinatari e scadenze del bando ISI

Destinatarie dei finanziamenti del bando Isi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio, del settore Agricoltura. Gli enti del terzo settore, inoltre, possono accedere ai fondi del secondo asse per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi. 

Ciascuna impresa può presentare una sola domanda. La presentazione delle domande avverrà, come per le edizioni precedenti, in modalità telematica: le date saranno pubblicate sul portale Inail entro il prossimo 21 febbraio.

Per ogni progetto ammesso, il contributo Inail erogato in conto capitale può coprire fino al 65% delle spese sostenute fino a un massimo di 130mila euro.

Unasf Conflavoro PMI, i nostri servizi

La nostra associazione promuove lo sviluppo e la diffusione della cultura della prevenzione e protezione dai rischi attraverso l’erogazione di servizi in linea con quanto richiesto dal Testo Unico Sicurezza (D.Lgs. 81/08) e dai successivi Accordi Stato – Regioni.

Nel corso degli anni UNASF Conflavoro PMI ha sviluppato una rete territoriale per poter rispondere in modo ottimale alle diverse caratteristiche professionali e aziendali anche a livello locale.

Scopri i servizi di Unasf Conflavoro PMI
antincendio

Antincendio, gli obblighi del datore di lavoro secondo il nuovo dm 2 settembre 2021

Riguardo la gestione dell’emergenza antincendio, ai sensi del DM 2 settembre 2021, cambiano gli adempimenti del datore di lavoro. Ricordiamo che il decreto fa parte di una serie di altri decreti che hanno portato al superamento del Decreto Ministeriale 10 marzo 1998.

Unasf Conflavoro PMI chiarisce di seguito quali sono gli obblighi del datore di lavoro.

Antincendio, gli obblighi del datore di lavoro

È obbligo del datore di lavoro fornire ai lavoratori un’adeguata informazione e formazione sui principi di base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare in presenza di un incendio, secondo le indicazioni riportate nel presente allegato. 

Inoltre, tutti i lavoratori esposti a rischi di incendio o di esplosione correlati al posto di lavoro devono ricevere una specifica ed adeguata formazione antincendio da parte del datore di lavoro.

Riguardo poi alla preparazione all’emergenza il datore di lavoro “dovrà effettuare un’ulteriore esercitazione in caso di:

  • adozione di provvedimenti per la risoluzione di gravi carenze emerse nel corso di precedenti esercitazioni;
  • incremento significativo del numero dei lavoratori o dell’affollamento;
  • modifiche sostanziali al sistema di esodo.

Una volta svolte tutte le esercitazioni andranno regolarmente documentate

In merito alla gestione dell’emergenza, il datore di lavoro predispone e tiene aggiornato un piano di emergenza, che deve contenere: le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; le procedure per l’evacuazione del luogo di lavoro; le disposizioni per chiedere l’intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; le specifiche misure per assistere le persone con esigenze speciali.

Nel predisporre poi il piano di emergenza, il datore di lavoro deve anche prevedere un’adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali, indicando misure di supporto alle persone con ridotte capacità sensoriali o motorie, tra le quali adeguate modalità di diffusione dell’allarme, attraverso dispositivi sensoriali (luci, scritte luminose, dispositivi a vibrazione) e messaggi da altoparlanti. 

I corsi di formazione e aggiornamento antincendio 

Riguardo agli adempimenti del datore di lavoro, relativamente ai corsi di formazione e aggiornamento antincendio per addetti al servizio antincendio, i contenuti minimi dei corsi di formazione e dei corsi di aggiornamento antincendio per addetti al servizio antincendio devono essere correlati al livello di rischio dell’attività.

Sei un formatore antincendio? Il Registro Professionali Qualificato RPQ Antincendio, istituito ai sensi della Legge 4/2013 da UNASF Conflavoro PMI, associazione professionale abilitata dal Ministero dello Sviluppo Economico nel rilascio degli Attestati di Qualità e Qualificazione Professionale, è lo strumento qualificante che accerta i requisiti previsti dal nuovo dm del 2 Settembre 2021 in materia di Antincendio (ex DM 10 marzo 1998 per coloro che devono svolgere il ruolo di formatore per corsi aziendali Antincendio (parte teorica e/o pratica).

infortuni

Infortuni in aumento nel 2022 (+25,7%), Roberto Capobianco: “Serve più sostegno alle aziende per la formazione”

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail nel 2022 sono state 697.773 (+25,7% rispetto al 2021), 1.090 delle quali con esito mortale. In aumento le patologie di origine professionale denunciate: 60.774 (+9,9%). Lo indica un report dell’Inail.

Infortuni, i dati Inail

L’aumento degli infortuni sul lavoro denunciati nel 2022 è legato sia alla componente femminile, +42,9% (da 200.557 a 286.522 denunce), sia a quella maschile, +16,0% (da 354.679 a 411.251).

L’aumento ha interessato sia i lavoratori italiani (+27,0%), sia quelli extracomunitari (+20,8%) e comunitari (+15,8%). Dall’analisi per classi di età emergono incrementi generalizzati in tutte le fasce. Quasi la metà dei casi confluisce nella classe 40-59 anni

Il commento di Roberto Capobianco, presidente nazionale Conflavoro PMI

“Dati preoccupanti che fanno capire quanto sia necessaria una celere inversione di rotta. Conflavoro PMI e Unasf sono da sempre in prima linea nella battaglia contro gli infortuni e le malattie professionali. Abbiamo promosso l’Italian Summit HSE, primo vertice assoluto del settore – dichiara il presidente Conflavoro PMI, Roberto Capobianco -, che il 24 novembre, in occasione della fiera Ambiente Lavoro, ha consegnato al sottosegretario al Ministero del Lavoro, Claudio Durigon, tre proposte per creare uno scenario migliore per la Sicurezza sul Lavoro in Italia“.

“Lo stesso Ministro del Lavoro, Marina Calderone – prosegue Capobianco – durante il 6° Forum nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili organizzato dal quotidiano ItaliaOggi, ha comunicato l’intenzione di portare la Sicurezza sul Lavoro fra i banchi di scuola. C’è quindi un’effettiva corrispondenza tra le parole del Ministro e le richieste che Conflavoro PMI porta avanti da molto tempo. Voler prevedere la sicurezza sul lavoro come materia formativa presente nei programmi scolastici non può che renderci felici, è una svolta che chiediamo da sempre”.

La formazione è alla base della prevenzione, ma c’è ancora tanto da fare. Nonostante i progressi – conclude il presidente Capobianco – serve altro per portare la situazione a regime: sostegno economico dello Stato alle aziende virtuose, semplificazione burocratica. Tutte tematiche su cui l’Italian Summit si batte quotidianamente. Faremo quanto possibile affinché, un giorno, i numeri sugli infortuni e le morti sul lavoro non facciano più notizia”.

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contagi

Covid, calo contagi sul lavoro 2022. Enzo Capobianco: “Fondamentali le misure di sicurezza”

Il 2022, con 117.154 contagi sul lavoro da nuovo Coronavirus denunciati all’Inail, pesa al momento per il 37,2% sul totale delle infezioni di origine professionale rilevate dall’inizio della pandemia (315mila totali).

Con 149.025 casi, il 2020 raccoglie invece il 47,3% dei contagi, mentre il restante 15,5%, pari a 48.876 denunce, riguarda il 2021.

I dati sono del 31esimo report nazionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail.

Covid-19, i decessi

Il 65,9% dei decessi (587) è avvenuto nel 2020, il 33,0% (294) nel 2021 e l’1,1% (10) nel 2022.

A morire sono soprattutto gli uomini (82,7%). La quota delle lavoratrici sul totale dei contagi, infatti, è pari al 68,4%. La componente femminile supera quella maschile in tutte le regioni, con l’unica eccezione della Campania, dove l’incidenza delle donne è del 49,3%. L’età media dei lavoratori contagiati è di 46 anni per entrambi i sessi, con la fascia d’età 50-64 anni al primo posto con il 42,0%, seguita dalle fasce 35-49 anni (36,0%), under 35 anni (19,9%) e over 64 anni (2,1%).

Contagi, le professioni più colpite

Tre quarti dei casi sono tra il personale sanitario. Gli impiegati amministrativi al primo posto tra le altre professioni più colpite. 

Le altre professioni più colpite sono quelle degli impiegati amministrativi (5,8%, i due terzi donne), degli impiegati addetti al controllo di documenti e allo smistamento e recapito della posta (2,3%, di cui più della metà donne), degli addetti ai servizi di pulizia (1,9%, poco meno di otto su 10 donne), degli impiegati addetti agli sportelli e ai movimenti di denaro (1,5%, di cui circa i due terzi donne), dei conduttori di veicoli (1,2%, con una preponderanza di contagi maschili pari al 91,6%), dei professori di scuola primaria (1,2%, di cui il 97,2% donne) e degli addetti ai servizi di sicurezza, vigilanza e custodia (1,2%, di cui il 32,3% donne).

Il commento del segretario generale Unasf Conflavoro Pmi, Enzo Capobianco

“La pandemia da Covid-19 ha stravolto in maniera irreversibile il mondo del lavoro – dichiara il presidente Unasf Conflavoro PMI, Enzo Capobianco -. Un cambiamento che ha inevitabilmente coinvolto anche l’ambito della Sicurezza sul Lavoro, che mai è stata così fondamentale. I protocolli sono stati migliorati e adattati; è stato messo in atto il distanziamento sui luoghi di lavoro; la sanificazione degli ambienti. Azioni che si sono rivelate essenziali in termini di prevenzione e ritorno ad una nuova normalità. Unasf Conflavoro PMI in questi anni è stata in prima linea sia negli aggiornamenti costanti riguardo le normative anticontagio, sia per le azione volte a incentivare l’importanza della sicurezza. La prevenzione e la giusta formazione sono l’unico modo per vincere la battaglia contro infortuni e decessi”.

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