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Settimana della sicurezza, focus sulle sostanze pericolose. Prova lo strumento autovalutativo

La Settimana di quest’anno è dedicata all’attenzione verso le sostanze pericolose


Sta per concludersi la Settimana europea per la salute e la salute sul lavoro, che quest’anno sostiene e promuove la campagna di prevenzione verso le sostanze pericolose. Secondo uno studio Eurobarometro, che ha coinvolto quasi 28 mila persone in 28 paesi, il 65% degli intervistati si preoccupa di essere esposto a sostanze chimiche pericolose. È qui che lo strumento elettronico sulle sostanze pericolose dell’EU-OSHA (l’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro) può essere d’aiuto. Lo strumento, disponibile gratuitamente, fornisce ai datori di lavoro il supporto e la consulenza necessari per gestire in modo efficace le sostanze pericolose nell’ambiente di lavoro.

Milioni di lavoratori in tutta Europa entrano spesso in contatto con sostanze pericolose sul posto di lavoro e l’uso di tali sostanze è in aumento. Questa esposizione può avere effetti negativi sulla salute dei lavoratori e sulla loro capacità di lavorare a lungo termine, per cui la prevenzione è estremamente importante. Centinaia di eventi e attività organizzate in occasione della Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro mirano a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema e a incoraggiare lo scambio delle migliori pratiche per garantire un’efficace prevenzione dei rischi.

Christa Sedlatschek, direttore esecutivo dell’EU-OSHA, ritiene essenziale che tutte le imprese europee abbiano accesso alle conoscenze e alle risorse necessarie per migliorare la gestione dei rischi e sottolinea il ruolo centrale che la campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri ha svolto in questo senso. LO strumento elettronico interattivo, specificamente creato per micro imprese e piccole imprese, aiuta le aziende a valutare i rischi connessi all’uso di sostanze pericolose e fornisce loro consigli personalizzati sulle buone pratiche e sulle modalità di applicazione di misure efficaci sul luogo di lavoro. A partire dalla sua introduzione, nel maggio 2018, sono state registrate 26 mila visite.


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Domenica la giornata internazionale vittime del lavoro, ma il 2019 è un anno nero per la sicurezza

Per la 69ma ricorrenza arriva la campagna di sensibilizzazione “Non raccontiamoci favole”


Il 13 ottobre sarà celebrata in tutta Italia, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la 69ma Giornata nazionale per le vittime degli infortuni sul lavoro. Evento che l’Anmil organizza ogni anno non solo per ricordare chi ha perso la vita o la salute sul posto di lavoro, ma anche per aprire una riflessione su questi delicati argomenti che possa coinvolgere contemporaneamente su tutto il territorio istituzioni, parti sociali e cittadini.”Quest’anno – ha detto oggi il presidente dell’Anmil, Zoello Forni, in occasione della presentazione dell’evento – per promuovere la Giornata abbiamo realizzato una campagna di sensibilizzazione composta da tre spot, che viene trasmessa dalle principali emittenti televisive nazionali e locali”.


I video della campagna

La campagna, realizzata dal regista Marco Toscani, si intitola ‘Non raccontiamoci favole‘ e mira a comunicare con ironia e delicatezza l’importanza della salute e della sicurezza sul lavoro attraverso brevi scene ispirate ad alcune tra le favole più famose, in chiave lavorativa: Pinocchio (video), La bella addormentata (video), Peter Pan e Capitan Uncino (video). Gli spot sono accomunati dallo slogan ‘Non raccontiamoci favole… sul lavoro non c’è sempre il lieto fine’. “Un modo per dire – spiega – con una punta di amarezza, che nella realtà gli incidenti sul lavoro hanno finali tutt’altro che favolistici. Per sottolineare la valenza universale di questo drammatico tema, gli spot sono stati tradotti in diverse lingue: italiano, inglese, spagnolo e giapponese”.

“Crediamo sia urgente – afferma Zoello Forni – la promozione di una forte campagna di sensibilizzazione a livello nazionale. Iniziative come quella dell’Anmil, pur positive e utili, rappresentano solo un piccolo contributo all’informazione sul tema degli infortuni e delle malattie professionali, ma non possono sostituirsi a messaggi di più ampio respiro che solo la voce autorevole delle nostre istituzioni può efficacemente veicolare. Allo stesso tempo, la sensibilizzazione dovrebbe essere rivolta direttamente alle aziende, attraverso un piano straordinario che preveda anche il coinvolgimento di volontari in qualità di consulenti, che possano fornire un aiuto vero, partecipato e di impatto, che vada oltre l’assolvimento delle norme e la regolarità burocratica”.


Da subito, poi, avverte, “dobbiamo lavorare per il rafforzamento delle iniziative di formazione e informazione nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di integrare in ogni attività scolastica specifici percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie volti a favorire la conoscenza delle tematiche della salute e della sicurezza, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 11 del decreto 81/2008. Parallelamente, dobbiamo fare di più sul fronte della tutela delle vittime di infortuni e malattie professionali. Non possiamo dimenticare che attualmente la relativa disciplina è contenuta in un Testo unico emanato nel 1965, che ha riordinato normative anche più datate”, aggiunge.

“Coinvolgere aziende con piano straordinario”

“In quegli anni – sottolinea il presidente dell’Anmil – la società e il mondo del lavoro erano ben diversi da quelli odierni, con la conseguenza che oggi dobbiamo fare i conti con istituti obsoleti e con una tutela che non può più rispondere alle reali esigenze degli infortunati e delle loro famiglie. Per questo l’Anmil ritiene sia giunto il momento per una generale riforma dell’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, che sappia rendere la tutela più aderente al mondo di oggi, guardando al futuro”.


Il fenomeno infortunistico in Italia continua a presentare numeri preoccupanti e a costare ogni anno troppe vite umane: per questo l’Anmil ritiene urgente la promozione di una forte campagna di sensibilizzazione a livello nazionale in tema di prevenzione di infortuni e malattie professionali, attraverso la quale possano essere messi in risalto la gravità del fenomeno infortunistico e i costi sociali e umani che ne derivano, con l’autorevolezza che può venire solo dalle istituzioni dello Stato.


Allo stesso tempo, secondo l’Anmil, la sensibilizzazione dovrebbe essere rivolta direttamente alle aziende, attraverso un ‘piano straordinario’ che preveda anche il coinvolgimento di volontari in qualità di consulenti, che possano fornire una formazione vera, partecipata e di impatto, che vada oltre l’assolvimento delle norme e la regolarità burocratica.

E’ necessario, poi, proporre una formazione non meramente normativa, ma caratterizzata da un approccio metodologico nuovo, basato su un’analisi innovativa del rischio e sul valore della testimonianza di chi ha subìto un infortunio. Da subito, inoltre, occorre lavorare per il rafforzamento delle iniziative di formazione e informazione nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di integrare in ogni attività scolastica specifici percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie volti a favorire la conoscenza delle tematiche della salute e della sicurezza, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 11 del decreto 81/2008.

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Incidenti mortali in itinere? L’uso del cellulare è ancora la causa principale

Gli incidenti stradali sono tra le principali cause di morte anche sul lavoro. Ecco le cause


Lo affermano i dati Inail contenuti nella pubblicazione ‘Gli incidenti con mezzo di trasporto’, curata dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale Lo studio prende come riferimento l’archivio Istat del 2015 considerandolo anno di test, rilevando 175 mila incidenti stradali di cui oltre 3 mila risultati mortali. Molti di questi incidenti risultano avere un’origine riconducibile all’attività lavorativa.


L’Inail, in quell’anno, ha infatti registrato circa 90 mila infortuni in itinere sulle 640 mila denunce complessive pervenute. Di questi, gli incidenti mortali sul lavoro sono circa 1.200, di cui cui circa 500 (il 42%) è avvenuto con mezzo di trasporto.


Al Nord il numero più elevato di incidenti mortali in itinere


Le morti si sono inoltre verificate principalmente nel tragitto verso il lavoro (54%), entro un raggio di circa 15 km da casa (55%), per un tempo medio di percorrenza per singola tratta di 30 minuti (78%). Il 40% degli infortuni mortali avvengono tra le ore 4 e le ore 9 del mattino e il 17% tra le ore 7 e le ore 8, principale orario di punta per chi si reca a lavoro.


L’analisi evidenzia come il 61% dei casi si sia verificato nel Nord Italia, in particolare il 34% nel Nord-Est e il 27% nel Nord-Ovest. A livello regionale dati pesanti per Emilia Romagna (20%), Lombardia (17%), Toscana e Piemonte (entrambe 9%)i. In quasi tutte le regioni del Sud è invece più contenuto il numero di decessi sul lavoro in itinere (13%).


L’uso del cellulare tra le cause maggiori di morte


La correlazione tra il volume di traffico mobile e gli incidenti ha permesso di determinare una forte connessione tra accesso a Internet e rischio di scontro stradale. Lo studio ipotizza che tale maggior In uno degli studi si mette in relazione l’incidentalità stradale e l’utilizzo di telefonia mobile.


Nel dettaglio, lo studio osserva infatti come la principale causa di infortunio risulti essere la perdita di controllo personale o altrui (60%), equivalente al 65% dei decessi in caso di scontro frontale. Inoltre, nonostante siano obbligatorie da 30 anni, il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza incide negli incidenti ancora per il 4%, mentre il mancato rispetto delle distanze di sicurezza si attesta al 3%.

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Liquidazione dei premi Inail, ecco le nuove tariffe

Lo sapevi che dal 1° luglio scorso sono in vigore i nuovi importi per industria, agricoltura, marittimi e medici radiologi?


Le nuove tariffe Inail per agricoltura, medici radiologi, industria, marittimi sono variati nei massimali coi decreti ministeriali del 2 agosto scorso (decreti 93, 94 e 95/2019), reperibili sul sito Internet del ministero del Lavoro. Le tariffe si applicano dal 1° luglio 2019. Vediamole settore per settore.


Industria


Per quanto riguarda l’industria, la liquidazione dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro è fissata nella retribuzione media giornaliera di 78,83 euro. I nuovi importi minimale e massimale sono stabiliti rispettivamente in 16.554,30 e 30.743,70 euro. L’assegno per l’assistenza personale continuativa è di 545,02 euro.


Agricoltura


La retribuzione annua convenzionale per la liquidazione delle rendite per inabilità permanente è fissata a 24.981,61 euro. La retribuzione annua convenzionale per la liquidazione delle rendite dirette e a superstiti costituite con decorrenza 1 giugno 1993, in favore dei lavoratori autonomi di cui all’art 205, comma 1, lettera b), del Testo Unico per l’assicurazione obbligatoria, è di 16.554,30 pari al minimale dei lavoratori dell’industria. Per quanto riguarda l’assistenza personale continuativa, l’importo è pari a 545,02 euro.


Medici radiologi


I medici colpiti da malattie e lesioni causate dall’azione dei raggi X e delle sostanze radioattive godono di una retribuzione annua convenzionale fissata in 61.385,80 euro, sempre intesa con effetto dal 1° luglio 2019.


Marittimi


Il decreto sulle nuove tariffe INAIL per l’industria contiene anche i nuovi massimali per i componenti lo stato maggiore della navigazione marittima e della pesca marittima. Si tratta di 44.270,93 per quanto concerne i massimali di retribuzione annua di comandanti e macchinisti. Per i primi ufficiali di coperta e di macchina si scende a 37.507,31 euro. Per gli altri ufficiali, invece, l’assegno è di 34.125,51 euro. Per l’assistenza personale continuativa, invece, la cifra è sempre di 545,02 euro.

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Sicurezza sul lavoro, un autunno già da incubo: solo oggi due morti in cantieri edili

A Bovisio Masciago e Verona i lavoratori sono stati schiacciati da pesi enormi e non c’è stato nulla da fare


Un autunno appena iniziato e che tragicamente lascia già il segno nel sempre più fragile terreno della sicurezza sul lavoro. Solo nella giornata di oggi (24 settembre) hanno infatti perso la vita due operai nel Nord Italia in due distinti incidenti fatali.

Nel primo caso si tratta di un autista di tir che, durante la mattinata intorno alle 7:45, è rimasto schiacciato da cinque pannelli di legno in un cantiere edile, dove era in corso la costruzione di una villetta con materiale ecosostenibile.

Il cantiere è stato adesso sottoposto a sequestro per le verifiche del caso. L’incidente è avvenuto a Bovisio Masciago, in provincia di Monza Brianza dove la media di incidenti mortali sul lavoro è a dir poco agghiacciante. Solo nel 2019, infatti, se ne conta uno al mese.

E poco dopo, intorno all’ora di pranzo, ancora in un cantiere edile stavolta di Verona nelle vicinanze dello stadio Bentegodi, un altro operaio è stato travolto dal cestello improvvisamente staccatosi dal braccio di una macchina movimento terra. Inutili anche in questo caso gli interventi dei sanitari del 118: l’uomo non ha avuto scampo sotto il peso del cestello.

Un andamento drammatico, quello degli incidenti mortali sul lavoro nel 2019. Nonostante le leggi, le verifiche, gli adeguamenti, le formazioni obbligatorie, purtroppo sembra impossibile arginare il fenomeno. Sono infatti ben oltre 600 gli incidenti sul lavoro nei primi tre trimestri dell’anno. Secondo l’Osservatorio indipendente dei morti sul lavoro, invece, dall’inizio dell’anno a oggi sono 1.076 i lavoratori deceduti compresi quelli in itinere.

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