1535725318 unasf smartphone cancro

6 consigli per ridurre i danni causati dalle Onde Elettromagnetiche

L’uso di pc, cellulari e di dispositivi mobili è ormai entrato in pieno a far parte della nostra quotidianità. Casa, lavoro e tempo libero sono sempre accompagnati dai nostri personal device. 

Ma quali sono le conseguenze sulla nostra salute? 

La sentenza della Cassazione del 2009 nel caso Innocente Marcolini confermò il reale nesso di causalità tra l’uso prolungato del cellulare e il tumore al cervello, che colpì l’ex dirigente all’età di 60 anni, stabilendo così un risarcimento da parte dell’ INAIL per “malattia professionale non tabellata”.

L‘Agenzia internazionale per la ricerca sul Cancro ( IARC) conferma l’esistenza di una correlazione diretta tra l’utilizzo dei cellulari e il cancro sostenendo che un uso regolare del cellulare, calcolato in un media di circa 30 minuti al giorno, potrebbe aumentare del 40% il rischio di insorgenza di glioma, una tipologia di tumore maligno al cervello.

Cosa possiamo fare per limitare i danni sulla nostra salute?

Mettere in pratica qualche accorgimento potrebbe contribuire a ridurre gli effetti nocivi delle onde per il nostro corpo.

1. Qual è il posto migliore per tenere il nostro Device?

E’ importante tenere il dispositivo il più possibile lontano del corpo, in particolare da zone delicate come testa, cuore e genitali. La tasca posteriore del Jeans oppure la borsetta, sono dunque luoghi idonei per riporre il nostro cellulare.

2. L’auricolare emette onde elettromagnetiche?

No, l’auricolare non trasporta le onde emesse dal telefono, sebbene essendo sempre un piccolo dispositivo elettronico emetterà un lieve campo elettromagnetico. L’uso di auricolari è quindi una buona abitudine da inserire nella nostra quotidianità.

3. E’ vero che i cellulari di vecchia generazione sono più dannosi?

Si, è vero. I cellulari di nuova generazione hanno il campo elettromagnetico 10 volte inferiore a quello dei cellulari di vecchia generazione. E’ comunque preferibile l’utilizzo di dispositivi auricolari.

4.  Quale può essere l’uso massimo del telefono, consentito giornalmente, per effettuare chiamate?

E’ consigliato l’uso diretto del telefono cellulare per un tempo inferiore a 30 minuti al giorno. E’ preferibile utilizzare i messaggi di testo quando possibile al posto delle telefonate.

5. Telefonare solo quando c’è campo

Quando non c’è segnale è meglio non ostinarsi ha provare a telefonare, infatti quando i cellulari devono cercare la rete telefonica emettono un maggior numero di onde elettromagnetiche.

6. Attenzione agli spazi metallici chiusi

E’ consigliato evitare di telefonare quando ci troviamo in spazi metallici chiusi, come per esempio la macchina: infatti il metallo attrae e rende più intense le radiazioni.

Infine il buon senso rimane sempre il miglior amico dell’uomo per quanto riguarda la prevenzione e la protezione, nei luoghi di lavoro come nella vita.

1535618279 dpo news unasf

Privacy anno zero: ecco perché il futuro è dei Dpo

Il mercato del lavoro è in continua caccia della figura del Dpo introdotta dal Gdpr.

Scopri il corso di Unasf Conflavoro Pmi pensato per farti diventare un Dpo qualificato

Privacy: sanzioni con il freno a mano tirato, ha sancito il governo. E semplificazioni burocratiche – ancora da chiarire – per le Pmi che, specie in Italia ancor più che in Europa, rappresentano gli attori principali dai quali non si può prescindere quando si parla di privacy da rispettare.

Sta di fatto, in ogni caso, che il Gdpr previsto dal regolamento UE 679/2016 è in vigore e, essendo per l’appunto un regolamento, gli Stati membri dell’Unione hanno le mani piuttosto legate al riguardo E quindi, con la nuova privacy europea, gli obblighi comunitari e le relative sanzioni sono lì a rivoluzionare e uniformare la vita la vita di imprenditori e liberi professionisti a prescindere dalle realtà dei vari Paesi.

Il 2018, pertanto, sarà ricordato come l’anno zero nel trattamento dei dati sensibili – o dati personali, come li chiama il Gdpr. E allora è davvero necessario navigare a vista, specie nei primi mesi di applicazione e specie per imprenditori e professionisti, i quali devono sempre tenere la materia sotto la lente di ingrandimento. 

Le figure principali previste dal Gdpr

Al riguardo, il Gdpr prevede tre diverse figure legate al trattamento dei dati personali, secondo una struttura a piramide. Al vertice c’è il titolare del trattamento, che decide le finalità di trattamento, impartisce istruzioni e direttive e svolge funzioni di controllo. C’è poi il responsabile del trattamento, preposto dal titolare al trattamento dei dati personali. E, infine, l’incaricato del trattamento, ruolo che può essere ricoperto da una o più persone.

Il titolare, in caso di persona giuridica o di studio associato, è l’azienda o lo studio stesso, mentre in caso di azienda individuale o professionista è la persona fisica. In ogni caso non è necessario nessun atto di nomina o requisiti particolari.

Il responsabile del trattamento può essere interno, di solito una persona di alto profilo che coadiuva il titolare per il rispetto della normativa sulla privacy, o esterno, e in quel caso può essere una persona fisica o giuridica il cui rapporto è regolato da un contratto. C’è, infine, l’incaricato del trattamento che, chiunque esso sia, deve essere obbligatoriamente istruito dal titolare o dal responsabile del trattamento. 

Il ruolo del DPO – Data protection officer

Ma le figure di primissimo piano, in realtà, non si esauriscono qua. Vi è, soprattutto, il Dpo, acronimo di Data protection officer e, in italiano, Responsabile della protezione dati. Egli è il soggetto incaricato di affiancare il titolare e il responsabile del trattamento dati. Può essere un dipendente o un soggetto esterno. Una figura fondamentale e con un ruolo così delicato che il garante italiano della privacy ne raccomanda sempre la nomina, a prescindere dalle dimensioni dell’azienda, anche nei casi in cui non risulti obbligatoria.

I compiti del Data protection officer sono, in breve, di verifica e controllo sull’attuazione e applicazione del regolamento Gdpr. Parimenti, il Dpo si occupa di sorveglianza sul trattamento dei dati, informazione e consulenza circa gli obblighi del regolamento.

Dunque si intuisce facilmente perché la figura del Dpo è una delle più richieste dal mercato attuale del lavoro. E per chi non vuole farsi sfuggire l’occasione di intraprendere una nuova carriera lavorativa – o semplicemente di aggiornare la propria esperienza in materia privacy – il consiglio è di cliccare qui e scopri cosa abbiamo pensato per te!

1535535815 macchinari news

Aggiornato l’elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche

Pubblicato con Decreto direttoriale n.72 del 10 agosto 2018 il diciannovesimo elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro ai sensi dell’articolo 71, comma 11, del D.Lgs. n.81/08.

L’elenco adottato in allegato al decreto del 10 agosto 2018 sostituisce integralmente il precedente elenco allegato al decreto direttoriale n. 51 del 22 maggio 2018.

Quattro gli articoli:

  • l’articolo 1 apporta le variazioni alle iscrizioni già in possesso sulla base delle richieste pervenute nei mesi precedenti;
  • l’articolo 2 proroga l’iscrizione per i soggetti che hanno regolarmente trasmesso la documentazione richiesta e per i quali la Commissione di cui al D.I. 11.04.2011 non ha potuto tempestivamente concludere la propria;
  • l’articolo 3 specifica che con il medesimo decreto si adotta l’elenco aggiornato, in sostituzione di quello adottato con il precedente decreto del 22 maggio 2018;
  • l’articolo 4 riporta, come di consueto, gli obblighi cui sono tenuti i soggetti abilitati.

Consigli per i soggetti abilitati

L’iscrizione nell’elenco ha validità quinquennale: i soggetti abilitati devono riportare in apposito registro informatizzato copia dei verbali delle verifiche effettuate nonché i dati di cui ai punto 4.2 dell’allegato III (Modalità per l’abilitazione, il controllo e il monitoraggio dei soggetti di cui all’allegato I) del D.M. 11.04.11.

Si tratta dei seguenti dati: 

  • regime di effettuazione della verifica (affidamento diretto da parte del datore di lavoro o da parte del titolare della funzione);
  • data del rilascio;
  • data della successiva verifica periodica;
  • datore di lavoro;
  • tipo di attrezzatura con riferimento all’allegato VII del decreto legislativo n. 81/2008;
  • costruttore, modello e numero di fabbrica o di matricola
  • per le attrezzature certificate CE da parte di Organismi Notificati il relativo numero di identificazione.

Tutti gli atti documentali relativi all’attività di verifica vanno conservati a cura dei soggetti abilitati per un periodo non inferiore a dieci anni.

Leggi il Decreto Direttoriale n. 72 in versione integrale cliccando qui.

1535468657 vvf sito

NotiFire: la app dei Vigili del Fuoco

Arriva NotiFire ! 

Disponibile la l’applicazione per iOS e Android dei Vigili del Fuoco per la comunicazione unidirezionale ai cittadini della presenza di eventi incidentali nella loro zona.

Si tratta di un servizio ideato per la sicurezza degli utenti, che invia notifiche push di evento incidentale in base all’area nella quale si troveranno. Si esplicita il tipo di evento, un messaggio testo,  un riferimento geolocalizzato ed eventuali consigli. La App è disponibile In italiano e in inglese. La nota dei VVF ricorda che il servizio non va “comunque a sostituirsi agli organi competenti in materia di informazione ai cittadini in caso di calamità naturali ai sensi della Legge n. 265/99, art. 12 e s.m.i“.

Vai qui per scaricare subito la l’app!

1535361281 uni nanomateriali

Esposizione cutanea ai nanomateriali: UNI CEN ISO/TS

In vigore la nuova norma UNI CEN ISO/TS 21623:2018 in materia di esposizione cutanea negli ambienti di lavoro ai nanomateriali ed ai loro aggregati e agglomerati (NOAA).

Una norma tecnica dedicata agli igienisti occupazionali, ai ricercatori e agli altri professionisti della sicurezza per supportarli nel riconoscimento di una possibile esposizione cutanea e della sua potenziale conseguenza.

La specifica tecnica descrive un approccio sistematico per valutare il potenziale rischio occupazionale dei nano-oggetti e dei loro agglomerati ed aggregati (NOAA) che può derivare dalla produzione ed uso di nano materiali e/o di prodotti assimilati. Questo approccio rappresenta una guida per identificare le vie di esposizione, le possibili parti del corpo esposte e le potenziali conseguenze dell’esposizione riguardo all’assorbimento della pelle, agli effetti locali ed all’ingestione accidentale.

Inoltre la norma considera l’uso professionale dei prodotti che contengono NOAA da parte dei professionisti come le estetiste che trattano i prodotti per l’igiene personale, per la cosmesi o prodotti farmaceutici, ma non si applica per stabilire o prescrivere l’esposizione di questi prodotti da parte dei consumatori.

Clicca qui per scaricare la norma.

Come possiamo aiutarti?