L’agricoltura è uno dei settori in cui i lavoratori possono essere maggiormente esposti al rischio di sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, a causa di attività caratterizzate da movimenti ripetitivi, posture scorrette e sforzi fisici prolungati. Operazioni apparentemente semplici, come la piantumazione, la raccolta dei prodotti e la preparazione delle cassette, possono infatti provocare nel tempo disturbi muscolari e articolari, soprattutto quando vengono eseguite per molte ore senza adeguati periodi di recupero.
Il Dlgs 81/2008, attraverso gli artt. 17 e 28, stabilisce l’obbligo per il datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresi quelli derivanti dalle attività ripetitive. Un contributo importante alla prevenzione arriva dalle schede tecniche INAIL dedicate al sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, che analizzano specifiche lavorazioni agricole e individuano i principali fattori di rischio.
Agricoltura: i rischi nella piantumazione e nella raccolta
Le schede INAIL prendono in esame diverse attività agricole caratterizzate da movimenti ripetitivi delle braccia e delle mani, soffermandosi in particolare sulla preparazione delle cassette di verdura, sulla piantumazione delle piante di pomodoro e sulla raccolta dei funghi coltivati. Durante la preparazione delle cassette, i lavoratori effettuano operazioni ripetute di movimentazione e sistemazione dei prodotti, che possono comportare sollecitazioni frequenti a carico di mani, polsi e spalle. Nella piantumazione dei pomodori, invece, le principali criticità sono legate alla ripetizione dei gesti necessari per inserire le piantine nel terreno, spesso accompagnati da posture scomode e movimenti continui degli arti superiori.
Anche la raccolta dei funghi coltivati presenta rischi specifici, poiché richiede movimenti ripetuti delle dita e delle mani, associati al mantenimento di determinate posizioni delle braccia durante il prelievo dei prodotti. La valutazione del rischio deve considerare diversi elementi, tra cui la frequenza dei movimenti, la forza esercitata, le posture assunte e la durata dell’esposizione. Particolare importanza assume inoltre la presenza di pause e periodi di recupero adeguati. Per analizzare questi fattori, le schede utilizzano la metodologia della check-list OCRA, che permette di stimare il livello di rischio da movimenti ripetitivi degli arti superiori. I risultati costituiscono un riferimento tecnico utile per individuare le situazioni più critiche, ma devono essere rapportati alle effettive condizioni di lavoro presenti nelle singole aziende.
Sovraccarico biomeccanico: le misure di prevenzione per le imprese
La prevenzione del sovraccarico biomeccanico richiede un’attenta organizzazione delle attività e l’adozione di misure capaci di ridurre l’esposizione dei lavoratori ai movimenti ripetitivi. Le aziende agricole devono innanzitutto individuare le mansioni potenzialmente rischiose e valutare la frequenza dei gesti, la durata delle lavorazioni e le condizioni operative. Sulla base dei risultati, il datore di lavoro può intervenire attraverso una migliore distribuzione dei compiti, l’introduzione di pause adeguate e, quando possibile, l’alternanza tra attività che impegnano gruppi muscolari differenti.
Un ulteriore intervento riguarda l’utilizzo di attrezzature ergonomiche e l’organizzazione delle postazioni, con l’obiettivo di limitare le posture incongrue e gli sforzi non necessari. È inoltre fondamentale garantire un’adeguata informazione e formazione sui rischi connessi alle mansioni svolte e sulle corrette modalità operative. La sorveglianza sanitaria deve essere attivata nei casi previsti dalla valutazione dei rischi e dalla normativa applicabile, per favorire l’individuazione tempestiva di eventuali disturbi muscolo-scheletrici.
Le schede INAIL rappresentano quindi uno strumento di supporto per le imprese e i professionisti della sicurezza, consentendo di riconoscere i fattori di rischio e programmare interventi preventivi mirati. Una corretta valutazione del sovraccarico biomeccanico contribuisce a ridurre il rischio di malattie professionali e a migliorare le condizioni di lavoro nel settore agricolo.


