Infortuni mortali nelle microimprese: rischi e prevenzione

Infortuni mortali nelle microimprese: rischi e prevenzione

Gli infortuni mortali sul lavoro rappresentano una criticità particolarmente rilevante per le microimprese italiane, nelle quali si concentra una quota significativa degli incidenti più gravi. Secondo un’analisi dell’Inail, nel 2024 le imprese fino a 9 addetti hanno registrato 370 denunce di infortunio mortale, pari al 35,3% del totale nazionale. Il dato assume particolare importanza considerando che le microimprese rappresentano il 94,5% delle aziende italiane e occupano il 42,3% degli addetti, secondo i dati Istat del 2022. 

Lo studio, elaborato attraverso il sistema di sorveglianza nazionale Infor.MO, approfondisce le principali modalità di accadimento degli incidenti e i fattori che contribuiscono al loro verificarsi. Il quadro normativo di riferimento è rappresentato dal Dlgs 81/2008, che impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi presenti nell’ambiente lavorativo e adottare adeguate misure preventive. In particolare, gli articoli 17 e 28 disciplinano la valutazione dei rischi, mentre gli articoli 36 e 37 regolano gli obblighi di informazione, formazione e addestramento dei lavoratori.

Infortuni mortali nelle microimprese: i dati e le cause principali

L’analisi dell’Inail evidenzia che oltre il 90% degli eventi mortali esaminati nelle microimprese si concentra in quattro settori produttivi: agricoltura (42%), costruzioni (34%), manifatturiero (11%) e commercio (4%). Le prime due attività risultano particolarmente esposte, soprattutto per l’impiego di macchinari, le lavorazioni in quota e le operazioni di movimentazione dei materiali. Tra le modalità di accadimento più frequenti figurano le cadute dall’alto o in profondità, responsabili del 31,6% degli incidenti, seguite dal ribaltamento o dalla perdita di controllo dei mezzi di trasporto (20,1%) e dalla caduta di materiali dall’alto (14,5%). Queste tre tipologie rappresentano complessivamente circa due terzi degli eventi mortali analizzati. 

Le cadute dall’alto si verificano frequentemente durante le attività su coperture, tetti, ponteggi e altre attrezzature per lavori in quota. Gli incidenti legati ai veicoli coinvolgono invece soprattutto macchine agricole e forestali. Un ulteriore elemento significativo riguarda le cause degli infortuni. Nel 57,7% dei fattori causali individuati emergono criticità collegate alle procedure e ai comportamenti operativi. Tra queste rientrano azioni estemporanee, pratiche lavorative abituali non sicure e carenze nella formazione e nell’addestramento. Lo studio segnala inoltre problemi relativi alla disponibilità e all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, evidenziando quanto l’organizzazione delle attività e il rispetto delle procedure incidano sulla sicurezza dei lavoratori.

Le misure preventive per ridurre gli incidenti nelle piccole aziende

I risultati dell’analisi richiamano l’attenzione delle microimprese sulla necessità di rafforzare la prevenzione attraverso misure adeguate alle lavorazioni effettivamente svolte. Per contrastare le cadute dall’alto è fondamentale verificare la stabilità delle superfici, utilizzare attrezzature conformi e privilegiare le protezioni collettive, come parapetti e reti anticaduta. Nel caso delle macchine agricole e dei mezzi di trasporto, assumono particolare importanza la manutenzione delle attrezzature, la valutazione delle condizioni del terreno e l’impiego dei sistemi di protezione contro il ribaltamento, associati alle cinture di sicurezza. 

Per prevenire la caduta di materiali occorre invece organizzare correttamente le operazioni di sollevamento, verificare la stabilità dei carichi e delimitare le aree interessate dalle movimentazioni. Un ruolo centrale è svolto anche dalla formazione dei lavoratori, che deve essere accompagnata da un addestramento pratico adeguato alle attrezzature utilizzate. 

Le imprese devono inoltre garantire l’aggiornamento del documento di valutazione dei rischi (DVR), la corretta applicazione delle procedure e la vigilanza sulle attività. La dimensione ridotta dell’organizzazione non comporta una diminuzione degli obblighi di sicurezza. Una prevenzione efficace richiede quindi interventi concreti e continuativi, capaci di individuare tempestivamente le situazioni pericolose e ridurre il rischio di incidenti gravi o mortali.

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