L’agrivoltaico rappresenta una delle soluzioni più rilevanti per coniugare produzione energetica da fonti rinnovabili e utilizzo agricolo del suolo. Il quadro normativo nazionale consente la realizzazione di impianti agrivoltaici attraverso procedure autorizzative semplificate, tra cui la PAS – Procedura Abilitativa Semplificata. La disciplina della PAS è contenuta nell’articolo 6 del Dlgs 28/2011 e consente, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa, di installare impianti da fonti rinnovabili con un procedimento amministrativo semplificato rispetto alle autorizzazioni ordinarie.
Tuttavia, la semplificazione procedurale non comporta l’esclusione dal rispetto della pianificazione urbanistica e delle norme edilizie locali. Le amministrazioni comunali continuano infatti a esercitare le proprie competenze in materia di assetto del territorio, attraverso i piani regolatori e le relative Norme Tecniche di Attuazione. Questo principio assume particolare rilievo nel caso degli impianti agrivoltaici dotati di sistemi a inseguimento solare, che comportano variazioni dinamiche dell’altezza dei pannelli durante il funzionamento.
Agrivoltaico e limiti urbanistici per i sistemi a inseguimento
L’applicazione della PAS per la realizzazione di impianti agrivoltaici non consente di derogare ai parametri edilizi stabiliti dagli strumenti urbanistici comunali. Le norme tecniche di attuazione dei piani regolatori definiscono infatti limiti precisi relativi all’altezza massima delle strutture, alle distanze dai confini e ad altri parametri costruttivi che devono essere rispettati anche nel caso di impianti energetici da fonti rinnovabili. Nel caso degli impianti agrivoltaici con tracker a inseguimento solare, la rotazione dei pannelli comporta una variazione dell’altezza dell’impianto rispetto al piano di campagna.
Questo aspetto tecnico diventa determinante nella verifica della conformità urbanistica del progetto. Se durante il funzionamento il sistema supera l’altezza massima prevista dalle NTA comunali, l’impianto può risultare incompatibile con la disciplina edilizia locale. Il principio affermato in sede giurisprudenziale chiarisce quindi che la semplificazione amministrativa prevista per le energie rinnovabili riguarda esclusivamente il procedimento autorizzativo e non incide sui limiti urbanistici stabiliti a livello locale. Le strutture agrivoltaiche devono pertanto essere progettate considerando anche le condizioni operative dei pannelli e non solo la loro configurazione statica.
Verifiche progettuali e responsabilità tecniche per le imprese
Le imprese e i professionisti coinvolti nella progettazione di impianti agrivoltaici devono prestare particolare attenzione alla compatibilità urbanistica delle soluzioni tecniche adottate. La presenza di sistemi a inseguimento solare richiede infatti una valutazione preventiva dell’altezza massima raggiunta dai pannelli durante il ciclo di funzionamento. Questa verifica assume un ruolo fondamentale per evitare il rischio di diniego della PAS da parte dell’amministrazione comunale o di successive contestazioni in fase realizzativa. Le aziende del settore energetico e agricolo sono quindi chiamate a integrare l’analisi normativa con una corretta progettazione tecnica dell’impianto.
La pianificazione dell’intervento deve tenere conto non solo dei requisiti previsti dalla normativa nazionale sulle energie rinnovabili, ma anche delle disposizioni urbanistiche contenute negli strumenti comunali. Un approccio progettuale integrato consente di ridurre il rischio di contenziosi e di garantire una corretta realizzazione degli impianti. Il rispetto dei limiti urbanistici rappresenta quindi un elemento essenziale per lo sviluppo sostenibile dell’agrivoltaico e per la diffusione di modelli energetici compatibili con la tutela del territorio e delle attività agricole.

