Donne e sicurezza sul lavoro: dati Inail e prevenzione 2026

Donne e sicurezza sul lavoro: dati Inail e prevenzione 2026

La sicurezza sul lavoro delle donne richiede una valutazione attenta e non neutra dei rischi, perché mansioni, esposizioni, condizioni organizzative e percorsi professionali possono produrre effetti differenti tra lavoratori e lavoratrici. Il quadro normativo di riferimento resta il Dlgs 81/2008, che all’articolo 28 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza, includendo anche quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza e alla specifica tipologia contrattuale. 

Questo principio rende il Documento di valutazione dei rischi uno strumento essenziale per leggere l’organizzazione reale del lavoro e per individuare misure di prevenzione coerenti con le caratteristiche della popolazione aziendale. Il dossier Inail 2026, riferito al quinquennio 2020-2024, conferma l’importanza di questa impostazione: nel 2024 gli infortuni occorsi alle lavoratrici rappresentano il 34,9% del totale, mentre le denunce di malattie professionali femminili arrivano a 23.096 casi, pari al 26,1% delle tecnopatie denunciate complessivamente.

Sicurezza e dati sulle lavoratrici nel quinquennio 2020-2024

I dati mostrano un quadro articolato. Nel quinquennio considerato, le denunce complessive di infortunio diminuiscono, ma la riduzione riguarda soprattutto la componente femminile, che registra un calo più marcato rispetto a quella maschile. Anche gli infortuni mortali delle lavoratrici risultano in diminuzione rispetto al 2020, pur con un lieve incremento tra 2023 e 2024. Nel 2024, nella gestione Industria e servizi, gli infortuni denunciati dalle donne sono 179.481. I settori più coinvolti sono sanità e assistenza sociale, commercio, alloggio e ristorazione, manifatturiero e servizi di supporto alle imprese. 

Un dato particolarmente rilevante riguarda gli infortuni in itinere, cioè quelli avvenuti nel tragitto tra abitazione e luogo di lavoro: tra le lavoratrici la loro incidenza sul totale degli infortuni è più elevata rispetto agli uomini e raggiunge il 27,3% nel 2024. Anche le denunce mortali in itinere pesano in modo significativo sulla componente femminile. A questo si aggiunge il tema delle aggressioni e violenze in occasione di lavoro, che interessano soprattutto ambiti professionali esposti al contatto con utenti, pazienti, clienti o pubblico.

Le ricadute per DVR, prevenzione e organizzazione aziendale

Le imprese devono leggere questi dati come un richiamo alla qualità della valutazione dei rischi. La differenza di genere non deve essere trattata come un elemento formale, ma come una variabile concreta da integrare nel DVR, nella formazione, nella sorveglianza sanitaria e nelle procedure organizzative. Le malattie professionali denunciate dalle lavoratrici nel 2024 riguardano soprattutto il sistema osteo-muscolare, il tessuto connettivo e il sistema nervoso, con un peso significativo dei disturbi legati a movimenti ripetitivi, posture, movimentazione, carichi organizzativi e stress. 

Anche i disturbi psichici, pur numericamente più contenuti, meritano attenzione perché possono essere sottostimati. Per le aziende, questo significa analizzare reparti, mansioni, turni, ritmi, carichi di lavoro, modalità di relazione con il pubblico e rischi da aggressione. Per le lavoratrici, una prevenzione più mirata significa maggiore tutela, formazione più aderente alla realtà operativa e migliori condizioni di lavoro. La prevenzione efficace nasce quindi da un’organizzazione capace di riconoscere le differenze, non per creare trattamenti separati, ma per rendere le misure di sicurezza realmente proporzionate ai rischi presenti.

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