I benefici normativi e contributivi riconosciuti ai datori di lavoro sono ora collegati in modo ancora più diretto al rispetto delle norme in materia di lavoro, legislazione sociale, salute e sicurezza. Il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 22 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 156 dell’8 luglio 2026, individua infatti le violazioni che impediscono temporaneamente alle imprese di accedere a sgravi, agevolazioni e incentivi connessi ai rapporti di lavoro. Il provvedimento attua l’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 296/2006, come modificato dall’articolo 29 del decreto-legge 19/2024, convertito dalla legge 56/2024.
La disciplina stabilisce che la fruizione delle misure agevolative è subordinata al possesso del documento unico di regolarità contributiva, all’assenza delle violazioni individuate dal decreto, al rispetto degli altri obblighi di legge e all’applicazione dei trattamenti previsti dagli accordi e dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Il blocco non deriva però da una semplice contestazione ispettiva: rilevano soltanto le violazioni accertate con provvedimenti definitivi, come le sentenze passate in giudicato e le ordinanze-ingiunzione divenute definitive. Le cause ostative non operano, inoltre, quando il procedimento penale si estingue mediante prescrizione obbligatoria o oblazione nei casi consentiti dalla legge.
I benefici sospesi in base alla gravità delle violazioni
I benefici vengono esclusi per periodi differenti, compresi tra tre e ventiquattro mesi, secondo la gravità dell’illecito indicato nell’allegato A al decreto. L’esclusione più lunga, pari a ventiquattro mesi, riguarda la rimozione o l’omissione dolosa di cautele contro infortuni e disastri sul lavoro, l’omicidio colposo commesso con violazione delle norme antinfortunistiche e l’intermediazione illecita con sfruttamento del lavoro. Le lesioni personali colpose gravi o gravissime comportano invece un blocco di diciotto mesi. La sospensione per dodici mesi si applica a una serie di violazioni particolarmente rilevanti sanzionate dal Dlgs 81/2008, comprese quelle relative agli obblighi fondamentali del datore di lavoro, alla sicurezza dei luoghi e delle attrezzature, ai cantieri, alla protezione da agenti fisici e sostanze pericolose, oltre alle specifiche disposizioni per i lavori in sotterraneo e in galleria.
Il periodo scende a otto mesi per l’impiego di cittadini stranieri privi dei requisiti previsti dalla normativa sull’immigrazione. Sono previsti sei mesi per l’impiego di lavoratori senza la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto e per l’attività svolta nei cantieri senza patente a crediti o con un punteggio inferiore alla soglia minima. L’esclusione dura tre mesi per determinate violazioni in materia di riposo giornaliero e settimanale, quando interessano almeno il 20 per cento della manodopera regolarmente impiegata, e per ogni altra violazione penale in materia di lavoro, legislazione sociale, salute e sicurezza.
Le imprese devono proteggere incentivi e regolarità aziendale
Le imprese devono considerare il nuovo sistema come un ulteriore motivo per rafforzare la prevenzione e il controllo interno. Una violazione definitiva non produce soltanto la sanzione amministrativa o penale prevista dalla singola norma, ma può determinare anche la perdita temporanea di incentivi già programmati per assunzioni, trasformazioni contrattuali o altre misure di sostegno all’occupazione. Il rischio economico può quindi incidere sulla gestione del personale, sul costo del lavoro e sulla sostenibilità degli investimenti aziendali.
I datori di lavoro dovrebbero verificare periodicamente la regolarità contributiva, l’effettiva applicazione dei trattamenti economici e normativi previsti dalla contrattazione collettiva, la corretta instaurazione dei rapporti di lavoro e l’adempimento degli obblighi del Dlgs 81/2008. Particolare attenzione deve essere riservata ai cantieri, alla patente a crediti, all’orario di lavoro, ai riposi, all’impiego di personale straniero e alla gestione delle prescrizioni impartite dagli organi di vigilanza.
La tempestiva regolarizzazione delle violazioni ammesse alla procedura di prescrizione obbligatoria può evitare che il procedimento penale produca la causa ostativa, ma non sostituisce la necessità di una prevenzione strutturata. Il decreto rafforza quindi un principio chiaro: la conformità in materia di lavoro e sicurezza non è soltanto un obbligo giuridico, ma una condizione concreta per conservare l’accesso ai benefici pubblici e tutelare la continuità economica dell’impresa.


