Imballaggi compostabili: nuovi obblighi ed esenzioni per le PMI

Imballaggi compostabili: nuovi obblighi ed esenzioni per le PMI

Gli imballaggi compostabili sono al centro delle nuove disposizioni introdotte dalla Legge 5 ottobre 2026, n. 173, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 6 ottobre 2026 ed entrata in vigore il 7 ottobre. Il provvedimento ha convertito, con modificazioni, il Decreto-legge 7 agosto 2026, n. 143, introducendo nuove regole per determinate tipologie di imballaggi e aggiornando il quadro normativo nazionale in materia ambientale. In particolare, la disciplina interviene sul Dlgs 152/2006, attraverso l’inserimento dell’art. 226-quinquies, dedicato agli obblighi di compostabilità, e la modifica dell’art. 261, relativo alle sanzioni. 

Le disposizioni si inseriscono nel quadro del Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, con l’obiettivo di favorire l’utilizzo di materiali compatibili con i processi di compostaggio e ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti. La normativa interessa soprattutto le imprese operanti nei settori alimentare, commerciale, alberghiero e della ristorazione, introducendo specifici requisiti di conformità, nuove esclusioni e disposizioni a tutela degli operatori economici.

Imballaggi compostabili: i requisiti e le nuove esclusioni

La nuova disciplina stabilisce requisiti di biodegradabilità e compostabilità per alcune categorie di imballaggi di plastica monouso immessi per la prima volta sul mercato nazionale. Tra questi rientrano gli imballaggi destinati al confezionamento di quantità inferiori a 1,5 kg di prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati, quelli utilizzati per alimenti e bevande destinati al consumo nei locali di alberghi, ristoranti e servizi di catering, nonché le confezioni monoporzione di condimenti, come salse, conserve, zucchero e panna da caffè. Sono inoltre interessati gli imballaggi flessibili monouso per cosmetici e prodotti per l’igiene utilizzati nelle strutture ricettive, destinati a una singola prenotazione e rimossi prima dell’arrivo dell’ospite successivo. 

Per quest’ultima categoria, la legge di conversione introduce una condizione aggiuntiva: anche il prodotto contenuto deve essere certificato come biodegradabile e compostabile. Gli imballaggi soggetti all’obbligo devono rispettare la norma UNI EN 13432 o standard equivalenti riconosciuti a livello europeo, con certificazione rilasciata da organismi accreditati. La normativa prevede tuttavia specifiche esclusioni. In particolare, sono esentati numerosi prodotti ortofrutticoli freschi, tra cui fragole, uva, pesche, albicocche, mele mature, pomodori, peperoni, zucchine, carote e patate. L’esclusione riguarda anche le erbe aromatiche fresche, i funghi coltivati e i prodotti ortofrutticoli di IV gamma pronti al consumo. Si tratta di una misura prevista in attesa dell’attuazione degli orientamenti europei, alla quale si aggiungono le ulteriori eccezioni stabilite dal Regolamento (UE) 2025/40.

Le verifiche di conformità e le sanzioni per le imprese

Le nuove disposizioni richiedono alle imprese di verificare attentamente le caratteristiche degli imballaggi utilizzati e la relativa documentazione di conformità. I fabbricanti, gli importatori, i distributori e gli utilizzatori devono individuare le categorie soggette agli obblighi, distinguendole da quelle escluse, e accertare il rispetto dei requisiti previsti. Un aspetto particolarmente importante riguarda la documentazione rilasciata dai fornitori. 

La legge introduce infatti una specifica tutela per l’operatore economico che dimostri di aver acquistato imballaggi sulla base di documenti idonei ad attestarne la conformità, salvo che fosse a conoscenza della non conformità o che questa risultasse evidente. La disciplina sanzionatoria, introdotta nell’art. 261, comma 4-quinquies, del Dlgs 152/2006, prevede multe amministrative da 2.500 a 25.000 euro per le violazioni degli obblighi di compostabilità, con possibili aumenti nei casi di maggiore rilevanza economica. 

Le nuove sanzioni saranno applicabili dal 1° gennaio 2030, mentre le disposizioni introdotte dalla legge sono già in vigore. Per le aziende diventa quindi importante verificare le forniture, conservare le certificazioni e valutare eventuali adeguamenti delle procedure di acquisto e confezionamento. La corretta applicazione delle nuove regole consente di ridurre il rischio di non conformità, migliorare la gestione degli imballaggi e contribuire agli obiettivi di sostenibilità ambientale.

Come possiamo aiutarti?