L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più importante nella sicurezza sul lavoro, offrendo alle imprese strumenti per individuare situazioni pericolose, analizzare i rischi e migliorare le attività di prevenzione. Tuttavia, l’efficacia di queste tecnologie dipende anche dal comportamento dei lavoratori, che possono scegliere di affidarsi ai sistemi intelligenti oppure aggirarne le indicazioni. Il loro utilizzo deve quindi essere accompagnato da un’adeguata organizzazione aziendale e dal rispetto delle disposizioni sulla salute e sicurezza.
Il Dlgs 81/2008, in particolare, stabilisce all’articolo 17 l’obbligo del datore di lavoro di valutare tutti i rischi e, all’articolo 28, definisce i contenuti della valutazione. L’articolo 2087 del Codice civile impone inoltre all’imprenditore di adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori, tenendo conto anche dell’evoluzione delle conoscenze tecniche. A livello europeo, il Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, disciplina lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale, prevedendo obblighi differenziati in funzione delle caratteristiche e dei rischi delle applicazioni.
Intelligenza artificiale: perché i lavoratori possono aggirarla
L’introduzione dell’intelligenza artificiale negli ambienti di lavoro può migliorare il controllo delle condizioni di sicurezza attraverso sensori intelligenti, sistemi di monitoraggio e strumenti capaci di individuare anomalie o comportamenti potenzialmente pericolosi. Queste applicazioni possono, ad esempio, segnalare l’accesso a zone a rischio, rilevare situazioni anomale durante l’utilizzo dei macchinari o supportare l’analisi degli incidenti. La loro efficacia, però, non dipende esclusivamente dalla precisione tecnologica. Un sistema percepito come poco affidabile, invasivo o difficile da utilizzare può incontrare resistenze da parte dei lavoratori, che potrebbero ignorare gli avvisi o cercare di evitare i controlli.
Al contrario, un’eccessiva fiducia nelle indicazioni automatiche può portare a sottovalutare pericoli non riconosciuti dal sistema. Si tratta di due comportamenti differenti, ma entrambi potenzialmente dannosi per la prevenzione. Un altro elemento riguarda la trasparenza: i lavoratori devono comprendere quali informazioni vengono raccolte, per quali finalità sono utilizzate e quali decisioni rimangono affidate alla supervisione umana. La fiducia nella tecnologia deve quindi essere costruita attraverso strumenti comprensibili, procedure chiare e un coinvolgimento effettivo del personale. L’intelligenza artificiale deve rappresentare un supporto alle attività di prevenzione, senza sostituire l’esperienza dei lavoratori e la valutazione delle figure responsabili della sicurezza.
Formazione e supervisione umana per prevenire i rischi
Le imprese che intendono introdurre sistemi di intelligenza artificiale nella gestione della sicurezza devono valutare preventivamente le conseguenze del loro utilizzo sull’organizzazione del lavoro e sulle condizioni operative. Occorre individuare gli eventuali nuovi rischi, verificare l’affidabilità delle tecnologie e definire procedure per gestire errori, malfunzionamenti o segnalazioni non corrette. Un ruolo fondamentale è svolto dalla formazione dei lavoratori, che deve consentire di comprendere il funzionamento degli strumenti adottati, riconoscerne i limiti e sapere come comportarsi in presenza di anomalie.
Gli articoli 36 e 37 del Dlgs 81/2008 disciplinano gli obblighi di informazione e formazione in materia di salute e sicurezza, da applicare in relazione ai rischi effettivamente presenti. È inoltre importante coinvolgere il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, i preposti e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, secondo le rispettive attribuzioni. Quando i sistemi raccolgono informazioni riconducibili ai singoli dipendenti, devono essere rispettate anche le disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 sulla protezione dei dati personali e, ove applicabile, l’articolo 4 della Legge 300/1970 sui controlli a distanza.
L’adozione dell’intelligenza artificiale non elimina le responsabilità del datore di lavoro, né sostituisce le misure di prevenzione previste dalla normativa. Per questo motivo, le imprese devono verificare periodicamente l’efficacia delle soluzioni introdotte, raccogliere le osservazioni dei lavoratori e correggere eventuali criticità. L’obiettivo è utilizzare l’innovazione tecnologica per rafforzare la prevenzione, evitando che la sfiducia o l’eccessivo affidamento nei sistemi automatici compromettano la sicurezza negli ambienti di lavoro.


