La vigilanza 2025 dell’Ispettorato nazionale del lavoro conferma un quadro ispettivo ancora fortemente orientato al contrasto delle irregolarità in materia di lavoro, legislazione sociale, salute e sicurezza. Il Rapporto annuale sull’attività di vigilanza 2025, reso disponibile il 21 aprile 2026, si inserisce nel sistema di controlli disciplinato dal Dlgs 81/2008 per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e dal Dlgs 149/2015, che ha istituito l’Ispettorato nazionale del lavoro.
Il documento evidenzia il ruolo strategico dell’attività ispettiva non solo come strumento sanzionatorio, ma anche come presidio di legalità, prevenzione e qualificazione del sistema produttivo. L’obiettivo indicato per il 2026 è quello di rafforzare la qualità dell’azione ispettiva, attraverso controlli più mirati, una lettura più accurata dei dati, un maggiore coordinamento tra enti e un utilizzo più efficace degli strumenti di analisi del rischio.
Vigilanza 2025 tra irregolarità, sicurezza e lavoro nero
I dati del Rapporto mostrano che nel 2025 sono stati effettuati complessivamente 157.381 controlli da parte di INL, INPS e INAIL, con un livello sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Oltre 130.000 ispezioni sono state svolte direttamente dall’INL, con una concentrazione significativa nei settori dell’edilizia, del terziario, dell’industria e dell’agricoltura. Il tasso di irregolarità si attesta al 74%, confermando una presenza ancora elevata di violazioni nelle realtà controllate.
Particolare attenzione viene riservata alla salute e sicurezza sul lavoro, ambito nel quale sono stati accertati quasi 90.000 illeciti penali, in aumento rispetto all’anno precedente. Tra le criticità più ricorrenti emergono carenze nella formazione e informazione dei lavoratori, nella sorveglianza sanitaria e nella valutazione dei rischi. Il rapporto evidenzia inoltre fenomeni collegati al lavoro nero, con oltre 18.000 lavoratori irregolari, all’interposizione illecita di manodopera e allo sfruttamento lavorativo. Sul piano economico, l’attività ispettiva ha consentito di accertare oltre 245 milioni di euro di contributi previdenziali non versati e circa 15 milioni di euro di premi assicurativi evasi.
Imprese chiamate a rafforzare prevenzione e conformità
Le imprese devono leggere i risultati della vigilanza 2025 come un segnale operativo preciso: la conformità documentale e sostanziale agli obblighi di legge non può essere considerata un adempimento formale, ma deve diventare parte integrante della gestione aziendale. Le aree più esposte riguardano la corretta redazione e l’aggiornamento del DVR, la formazione effettiva dei lavoratori, la sorveglianza sanitaria, la regolarità dei rapporti di lavoro, la tracciabilità degli appalti e il rispetto delle condizioni di sicurezza nei cantieri.
Anche il dato sulle sospensioni dell’attività imprenditoriale, superiori a 13.000 provvedimenti, richiama l’importanza di prevenire situazioni che possono bloccare l’operatività aziendale e generare conseguenze economiche, organizzative e reputazionali. Per lavoratori e imprese, il rafforzamento dei controlli può rappresentare anche un’opportunità: promuovere ambienti più sicuri, ridurre il rischio di infortuni, contrastare la concorrenza sleale e valorizzare le realtà che investono in legalità, prevenzione e buona organizzazione del lavoro.


