Gli APVR rappresentano una misura essenziale di protezione quando nei luoghi di lavoro è presente, o non può essere esclusa, l’esposizione a gas, vapori, polveri, aerosol, fumi o altre sostanze pericolose. Il Dlgs 81/2008 disciplina l’impiego dei dispositivi di protezione individuale agli articoli 74 e seguenti e stabilisce, in particolare, che il datore di lavoro debba individuare i DPI adeguati sulla base della valutazione dei rischi e delle caratteristiche dell’attività svolta.
L’Allegato VIII richiama espressamente la necessità di mettere a disposizione dei lavoratori esposti a specifici rischi di inalazione dispositivi idonei per la protezione delle vie respiratorie. La scelta non può quindi essere generica: una semplice maschera filtrante può risultare insufficiente quando l’atmosfera contiene sostanze pericolose in concentrazioni elevate, quando la composizione dell’aria non è conosciuta o quando può verificarsi una carenza di ossigeno. In questi contesti la protezione deve essere individuata considerando il tipo di contaminante, la concentrazione prevista, la durata dell’esposizione e le caratteristiche dell’ambiente di lavoro.
APVR: la scelta deve essere adeguata al rischio presente
La corretta selezione degli APVR richiede una valutazione preventiva delle condizioni nelle quali il dispositivo sarà utilizzato. Un episodio di intossicazione causato dall’inalazione di vapori di solventi evidenzia quanto possa essere pericoloso affidarsi a un dispositivo non progettato per il rischio effettivamente presente. Negli ambienti confinati o sospetti di inquinamento, ad esempio, la presenza di una maschera antipolvere non garantisce protezione da vapori tossici né da atmosfere con insufficiente concentrazione di ossigeno. In queste situazioni diventa necessario valutare anche l’impiego di apparecchi isolanti che assicurino al lavoratore un’alimentazione di aria indipendente dall’atmosfera circostante.
La UNI 11719:2025 fornisce indicazioni per la scelta, l’uso, la cura e la manutenzione degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie e dedica particolare attenzione alla definizione di un programma di protezione respiratoria. La norma richiama inoltre l’importanza della formazione teorica e dell’addestramento pratico prima dell’utilizzo dei dispositivi, affinché il lavoratore conosca modalità di indossamento, limiti di impiego, controlli da eseguire e comportamenti da adottare anche nelle situazioni di emergenza.
Le imprese devono integrare APVR, controlli e procedure operative
Le imprese devono considerare la protezione delle vie respiratorie come parte di un sistema più ampio di prevenzione. La disponibilità di un APVR non sostituisce infatti le misure tecniche e organizzative necessarie per ridurre il rischio alla fonte. Prima di accedere a spazi confinati, recipienti o ambienti nei quali possono accumularsi sostanze pericolose, è necessario valutare l’atmosfera, verificare l’efficacia della ventilazione e definire procedure operative adeguate.
Il datore di lavoro deve inoltre assicurare che i dispositivi siano correttamente mantenuti, conservati e controllati e che i lavoratori abbiano ricevuto formazione e addestramento coerenti con gli APVR effettivamente utilizzati. Quando cambiano le condizioni di impiego, i contaminanti presenti o le attività da svolgere, occorre verificare anche l’adeguatezza della formazione già effettuata.
La prevenzione dei rischi respiratori passa quindi dalla combinazione tra corretta valutazione del rischio, scelta del dispositivo appropriato, manutenzione, formazione e vigilanza sulle procedure. Utilizzare un APVR non idoneo può infatti determinare una falsa percezione di sicurezza e lasciare il lavoratore esposto proprio al pericolo che il dispositivo dovrebbe contrastare.


