Parapetti di sommità: requisiti per lavorare in sicurezza

Parapetti di sommità: requisiti per lavorare in sicurezza

I parapetti di sommità rappresentano una misura importante per prevenire le cadute dall’alto durante i lavori svolti sulle coperture e sui ponteggi. Il Dlgs 81/2008 considera lavoro in quota ogni attività che espone il lavoratore al rischio di caduta da un’altezza superiore a due metri rispetto a un piano stabile, come previsto dall’articolo 107. L’articolo 111 stabilisce inoltre che il datore di lavoro deve privilegiare le misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali, mentre l’articolo 122 richiede, nei lavori in quota, l’utilizzo di adeguate impalcature, ponteggi, opere provvisionali o altre misure idonee a eliminare il pericolo di caduta di persone e materiali. 

L’articolo 126 prevede inoltre che impalcati, ponti di servizio, passerelle e andatoie posti a più di due metri di altezza siano protetti sui lati verso il vuoto da un parapetto robusto e mantenuto in buono stato. La presenza di un parapetto sull’ultimo impalcato del ponteggio, tuttavia, non significa automaticamente che questo possa proteggere anche chi opera sulla copertura dell’edificio.

Parapetti di sommità: quando serve una progettazione specifica

I parapetti installati sull’ultimo impalcato dei ponteggi, nella configurazione ordinariamente prevista dalla relativa autorizzazione e dal libretto, sono progettati principalmente per proteggere i lavoratori presenti sull’impalcato stesso. Una situazione diversa si verifica quando il parapetto viene utilizzato come dispositivo di protezione collettiva contro la caduta di lavoratori che operano sulla copertura. In questo caso deve essere valutato un rischio differente, perché una persona che scivola lungo un tetto può raggiungere il parapetto con un’energia e una traiettoria diverse rispetto a quelle considerate per il normale utilizzo del ponteggio. 

Quando dalla valutazione dei rischi emerge la necessità di utilizzare l’ultimo parapetto anche con questa funzione, la configurazione deve essere sottoposta a specifica progettazione ai sensi dell’articolo 133 del Dlgs 81/2008. Il progetto deve verificare la geometria del sistema, la sua resistenza, la stabilità del ponteggio e la capacità degli ancoraggi di sostenere anche le sollecitazioni generate dall’eventuale arresto della caduta. Per individuare criteri prestazionali e geometrici possono costituire un utile riferimento tecnico anche le indicazioni contenute nella norma UNI EN 13374 sui sistemi temporanei di protezione dei bordi.

La prevenzione delle cadute richiede verifiche prima dei lavori

Le imprese devono quindi evitare di considerare il parapetto di sommità come una protezione automaticamente adeguata in ogni situazione. Prima dell’avvio dei lavori in copertura è necessario valutare caratteristiche del tetto, pendenza, altezza potenziale di caduta, distanza rispetto al parapetto, configurazione del ponteggio e possibili modalità di impatto del lavoratore. I casi di infortunio analizzati nell’ambito delle attività di prevenzione mostrano quanto sia importante non limitarsi alla semplice presenza fisica della protezione, ma verificarne l’effettiva capacità di arrestare una caduta nelle specifiche condizioni di lavoro. 

La scelta delle misure deve partire dalla protezione collettiva e, quando questa non consente di eliminare completamente il rischio, deve essere integrata con adeguati sistemi individuali contro le cadute dall’alto. Diventano quindi essenziali una corretta valutazione dei rischi, la progettazione delle opere provvisionali quando richiesta, il controllo degli ancoraggi e delle modalità di montaggio e la verifica dello stato di conservazione dei parapetti. 

Anche la formazione e l’informazione dei lavoratori devono essere coerenti con le condizioni reali del cantiere. Una gestione preventiva accurata permette di evitare che un elemento apparentemente protettivo venga utilizzato in condizioni per le quali non è stato progettato, riducendo il rischio di infortuni gravi o mortali durante le attività in quota.

Come possiamo aiutarti?