La tutela della qualità delle acque UE ha compiuto un passo significativo con l’adozione da parte del Consiglio europeo di una nuova direttiva che rafforza l’intero quadro normativo per la protezione delle acque superficiali e sotterranee all’interno dell’Unione. La direttiva aggiorna e modifica in modo integrato la direttiva quadro sulle acque, la direttiva sulle acque sotterranee e la direttiva sugli standard di qualità ambientale, con l’obiettivo di allineare le norme esistenti alle più recenti evidenze scientifiche e alle esigenze di salute pubblica e tutela ambientale.
Il regolamento prevede standard di qualità più rigorosi per una vasta gamma di inquinanti, un ampliamento degli elenchi dei composti da monitorare e strumenti di controllo più stringenti per Stati membri e operatori responsabili della gestione delle risorse idriche.
Principali novità introdotte nella qualità delle acque UE
La direttiva sulla qualità delle acque UE introduce alcune delle novità più rilevanti nel campo della protezione delle risorse idriche nell’Unione europea. In primo luogo, vengono aggiornati gli elenchi di sostanze inquinanti la cui presenza dev’essere monitorata nei corpi idrici superficiali e nel sottosuolo, includendo per la prima volta classi di composti come i prodotti farmaceutici, i pesticidi, i bisfenoli e specifici gruppi di sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) considerate di particolare persistente presenza nell’ambiente. Parallelamente, diversi inquinanti già presenti nei listini di controllo saranno soggetti a standard di qualità ambientale più rigorosi.
La revisione introduce inoltre indicatori aggiuntivi per la sorveglianza delle acque, come microplastiche e resistenza agli antimicrobici, ampliando così l’orizzonte di monitoraggio. Oltre alla modifica della composizione delle liste di sostanze da controllare, la direttiva prevede l’introduzione di approcci di monitoraggio basati sugli effetti cumulativi delle miscele chimiche, anziché sul singolo elemento isolato, per fornire una visione più efficace e realistica della qualità delle acque e dei rischi associati.
Implicazioni pratiche per imprese e obblighi di conformità
La nuova disciplina della qualità delle acque UE comporta una serie di implicazioni pratiche per le imprese, per gli enti pubblici e per i professionisti che operano nel settore ambientale e infrastrutturale. Gli Stati membri dovranno infatti recepire integralmente le disposizioni della direttiva entro scadenze temporali definite, con l’obbligo di conformarsi agli standard più severi per le sostanze che influenzano la salute umana e l’ecosistema acquatico.
Per alcune categorie di sostanze, le scadenze per l’adeguamento agli standard di qualità sono fissate già nei prossimi anni, mentre per la conformità complessiva alla normativa i termini possono estendersi fino al 2039. Le organizzazioni e le imprese che gestiscono attività potenzialmente impattanti sulle acque dovranno pertanto predisporre adeguati sistemi di monitoraggio, revisione dei piani di gestione e adeguamenti tecnologici per garantire il rispetto delle nuove soglie di qualità ambientale.
Questi obblighi promettono benefici in termini di tutela della salute pubblica e di sostenibilità ambientale, ma richiedono anche investimenti e capacità organizzative per la gestione delle informazioni, l’adozione di tecnologie di rilevamento avanzate e l’implementazione di piani di mitigazione dei rischi.


