Rischio aggressione: come valutarlo e prevenirlo sul lavoro?

Rischio aggressione: come valutarlo e prevenirlo sul lavoro?

Il rischio aggressione sul lavoro deve essere considerato all’interno della valutazione dei rischi quando le caratteristiche dell’attività possono esporre i lavoratori a episodi di violenza, minaccia o comportamento ostile. Il riferimento principale è il Dlgs 81/2008, che all’articolo 28 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza presenti nell’organizzazione. La valutazione dei rischi e la conseguente elaborazione del DVR rientrano inoltre tra gli obblighi non delegabili del datore di lavoro previsti dall’articolo 17. 

Il rischio può assumere forme differenti: può derivare dal rapporto con utenti, clienti o altre persone esterne, oppure nascere da dinamiche interne all’ambiente di lavoro. La sua presenza non deve quindi essere considerata automaticamente come un evento imprevedibile o eccezionale, ma deve essere analizzata in relazione alle mansioni svolte, ai luoghi, agli orari, alle modalità organizzative e alle caratteristiche dell’attività. In alcuni settori maggiormente esposti sono inoltre previste disposizioni specifiche volte a rafforzare la prevenzione e la tutela degli operatori. Gli obblighi di informazione e formazione previsti dagli articoli 36 e 37 del Dlgs 81/2008 completano il quadro, ma devono essere collegati alle misure concretamente individuate attraverso la valutazione dei rischi.

Il rischio aggressione nel DVR: i fattori da considerare

La valutazione del rischio aggressione deve partire dall’individuazione delle condizioni che possono aumentare concretamente l’esposizione dei lavoratori. Tra gli elementi da considerare rientrano il lavoro in solitudine, i turni serali o notturni, il contatto diretto con il pubblico, la gestione di denaro o beni di valore, la presenza di persone in condizioni di forte stress o disagio e la difficoltà di allontanarsi rapidamente da una situazione pericolosa. Devono essere analizzati anche l’illuminazione degli ambienti, la presenza di sistemi di allarme, la possibilità di richiedere assistenza e l’esistenza di procedure chiare per affrontare eventuali situazioni critiche. 

La valutazione deve quindi essere costruita sulla realtà dell’organizzazione e non può limitarsi a un riferimento generico inserito nel DVR. È inoltre opportuno distinguere le aggressioni provenienti dall’esterno da quelle collegate alle dinamiche interne, perché possono presentare cause, livelli di esposizione e modalità di prevenzione differenti. Anche eventuali episodi precedenti, segnalazioni o situazioni ricorrenti costituiscono elementi utili per individuare le mansioni e le aree maggiormente esposte e verificare l’adeguatezza delle misure già adottate.

Le misure aziendali per prevenire e gestire le aggressioni

La prevenzione delle aggressioni richiede misure organizzative, tecniche e formative coordinate tra loro. La formazione dei lavoratori è importante per riconoscere i segnali che possono precedere una situazione critica, adottare comportamenti adeguati e conoscere le procedure da seguire, ma non può rappresentare l’unico strumento di prevenzione. 

Il datore di lavoro deve valutare, sulla base delle caratteristiche dell’attività, l’adozione di sistemi di chiamata rapida, procedure per la gestione delle emergenze, modalità organizzative che limitino situazioni di isolamento non necessarie e una disposizione degli ambienti che consenta, quando possibile, un allontanamento sicuro. La gestione deve inoltre prevedere modalità semplici per segnalare gli episodi, anche quando non determinano un infortunio, così da individuare situazioni che potrebbero altrimenti restare sottovalutate. 

Quando intervengono modifiche significative nell’organizzazione o emergono nuove condizioni rilevanti per la sicurezza, il DVR deve essere riesaminato e, nei casi previsti dall’articolo 29 del Dlgs 81/2008, aggiornato. Per le imprese, valutare correttamente il rischio significa quindi passare da una gestione basata sulla sola reazione all’evento a un approccio preventivo, capace di riconoscere i fattori di esposizione e adottare misure proporzionate alle condizioni effettive di lavoro.

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