Sicurezza sul lavoro: i costi nascosti della non prevenzione

Sicurezza sul lavoro: i costi nascosti della non prevenzione

La sicurezza sul lavoro non rappresenta soltanto un obbligo normativo, ma anche un fattore che incide direttamente sull’organizzazione e sulla sostenibilità economica delle imprese. Il Dlgs 81/2008 individua all’articolo 15 le misure generali di tutela e pone la prevenzione alla base della gestione aziendale dei rischi, mentre l’articolo 17 attribuisce al datore di lavoro l’obbligo non delegabile di effettuare la valutazione dei rischi e di elaborare il relativo documento. In questo quadro si inserisce il nuovo studio Inail “Il costo dei danni da lavoro per l’azienda Italia”, pubblicato nel 2026 e riferito ai dati del 2023. 

L’analisi prende in considerazione gli effetti economici degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, aggiornando una precedente valutazione riferita al 2009. Il dato complessivo evidenzia una dimensione rilevante: nel 2023 il costo degli eventi lesivi è stato stimato in circa 49,2 miliardi di euro, pari al 2,31% del PIL nazionale. Lo studio evidenzia inoltre che, rispetto alla precedente analisi, la riduzione degli infortuni registrata negli anni successivi all’introduzione del Dlgs 81/2008 ha contribuito a diminuire il costo complessivo di circa 14 miliardi di euro.

Sicurezza e costi: cosa pesa realmente sugli eventi lesivi

La sicurezza deve essere valutata anche attraverso i costi che un infortunio o una malattia professionale possono generare, molti dei quali non sono immediatamente visibili nel bilancio aziendale. Lo studio distingue diverse componenti. Il costo assicurativo comprende gli oneri collegati alla copertura del rischio e, per il 2023, è stato stimato in circa 12,5 miliardi di euro. Il costo prevenzionale, che comprende investimenti e spese destinati alla tutela dei lavoratori, come sistemi di sicurezza, dispositivi di protezione individuale, formazione e manutenzione, raggiunge circa 23,3 miliardi. 

A questi si aggiungono circa 13,4 miliardi di costi conseguenti non assicurativi, cioè gli effetti economici prodotti dall’evento lesivo che restano a carico delle imprese, dei lavoratori e del sistema produttivo. Tra questi rientrano la perdita di produttività, i ritardi nelle consegne, la necessità di sostituire il personale assente, la formazione del sostituto, i danni a macchinari o attrezzature, i costi amministrativi e legali e le possibili conseguenze sull’immagine aziendale. Il costo medio stimato è di circa 33.000 euro per un infortunio e di oltre 61.000 euro per una malattia professionale.

La prevenzione riduce rischi e conseguenze economiche per le imprese

La prevenzione assume quindi un valore che va oltre il semplice rispetto degli adempimenti previsti dalla normativa. Per le imprese, organizzare correttamente la sicurezza significa intervenire prima che il rischio produca conseguenze sulla salute dei lavoratori e sulla continuità dell’attività. La valutazione dei rischi, la manutenzione degli impianti, la formazione e l’addestramento, l’uso corretto dei dispositivi di protezione e il monitoraggio delle condizioni di lavoro richiedono risorse, ma rappresentano strumenti essenziali per contenere gli eventi lesivi e i relativi costi. 

Una gestione efficace consente inoltre di limitare interruzioni produttive, assenze prolungate, necessità di sostituire personale specializzato e possibili danni organizzativi. Per questo motivo il costo della sicurezza non dovrebbe essere considerato isolatamente, ma confrontato con quello potenzialmente molto più elevato della mancata prevenzione. I dati mostrano infatti come la riduzione degli infortuni e delle malattie professionali possa produrre benefici non soltanto sul piano umano e sociale, ma anche sul piano economico. 

Per le aziende, investire in prevenzione significa quindi rafforzare la tutela dei lavoratori, migliorare l’efficienza organizzativa e ridurre l’esposizione a costi diretti e indiretti che possono incidere sulla competitività.

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