Rischi psicosociali: prevenzione per il lavoro sano

Rischi psicosociali: prevenzione per il lavoro sano

I rischi psicosociali rappresentano oggi una componente sempre più rilevante della salute e sicurezza sul lavoro, perché riguardano il modo in cui il lavoro viene progettato, organizzato, gestito e vissuto quotidianamente nei luoghi di lavoro. Il tema è stato posto al centro della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro 2026 dall’Organizzazione internazionale del lavoro, che ha pubblicato il rapporto “L’ambiente di lavoro e gli aspetti psicosociali. Sviluppi globali e percorsi per l’azione”.

Il quadro normativo italiano già impone al datore di lavoro, attraverso l’articolo 28 del Dlgs 81/2008, di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato. In questa prospettiva, il tema non può essere trattato come un semplice intervento di benessere aziendale, ma deve essere ricondotto alla gestione ordinaria della prevenzione, insieme ai rischi fisici, chimici, biologici, organizzativi e relazionali.

Rischi psicosociali e organizzazione del lavoro

I rischi psicosociali derivano da condizioni che possono riguardare il carico di lavoro, il ritmo delle attività, l’autonomia decisionale, la chiarezza dei ruoli, la qualità delle relazioni interne, la sicurezza occupazionale, l’equilibrio tra vita privata e lavoro, la presenza di comportamenti aggressivi, molestie o forme di isolamento organizzativo. Il rapporto OIL evidenzia che questi fattori incidono sia sulla salute mentale sia sulla salute fisica dei lavoratori, con effetti che possono manifestarsi attraverso stress, ansia, esaurimento, disturbi cardiovascolari, assenze, calo della produttività e peggioramento del clima aziendale. 

L’approccio indicato non si limita alla gestione del disagio già emerso, ma richiama la necessità di intervenire sulle cause organizzative che generano il rischio. La prevenzione, quindi, deve partire dall’analisi delle modalità concrete con cui il lavoro viene assegnato, controllato, coordinato e valutato, superando una visione puramente individuale del problema.

Valutazione e prevenzione nelle imprese

Le imprese sono chiamate a integrare in modo più consapevole i fattori psicosociali nella valutazione dei rischi, collegando il DVR non solo agli aspetti tecnici e materiali dell’attività, ma anche alle condizioni organizzative che possono produrre effetti negativi sulla salute. 

Questo significa osservare con attenzione elementi come turni e orari prolungati, sovraccarico di mansioni, comunicazione interna carente, conflitti non gestiti, obiettivi poco chiari, precarietà percepita, mancanza di supporto da parte dei responsabili e assenza di procedure per segnalare comportamenti scorretti. 

Per aziende e consulenti, il punto operativo è trasformare la prevenzione psicosociale in un processo concreto: raccolta di informazioni, confronto con lavoratori e rappresentanti, individuazione delle criticità, definizione di misure correttive e verifica della loro efficacia nel tempo. Una gestione adeguata consente di ridurre rischi per la salute, contenziosi, assenteismo e perdita di efficienza, favorendo ambienti di lavoro più sicuri, partecipati e sostenibili.

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