prevenzione incendi

Nuova modulistica prevenzione incendi

Con la circolare n. 9663 il Dipartimento dei Vigili del fuoco ha emanato la nuova modulistica prevenzione incendi attinente agli interventi e gli impianti che beneficiano del regime previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), dal Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC) o che siano inserite nelle Zone Economiche Speciali (ZES).

La nuova modulistica è in vigore dal 3 luglio.

Nuova modulistica prevenzione incendi, le modifiche

La modulistica indicata come PIN 1-2023 PNRR e PIN 2- 2023 PNRR, è del tutto identica a quella attualmente vigente nelle parti sostanziali ma presenta unicamente una sezione integrativa ove il richiedente indicherà, ai soli fini statistici, alcune informazioni relative allo specifico procedimento: la tipologia di piano utilizzato (PNRR, PNC o ZES); se l’intervento progettuale ha riguardato alcune specifiche tipologie di attività, di particolare rilevanza nel contesto attuale, come quelle relative all’idrogeno, al GNL/GNC, ai rifiuti o alle chiusure d’ambito degli edifici.

Le attività che non sono ricomprese nei particolari regimi fissati dal PNRR, PNC o ZES, continueranno ad utilizzare la vigente modulistica.

biocontaminazione dei tessuti

Biocontaminazione dei tessili, soluzioni per la prevenzione

La biocontaminazione dei tessili è un rischio che spesso viene trascurato. Molti non sono consapevoli dei rischi associati alla presenza di microrganismi, muffe e allergeni sui tessuti che entrano in contatto con la nostra pelle. Questi contaminanti invisibili possono avere effetti negativi sulla nostra salute e sulla qualità dell’aria all’interno delle nostre case. In questo articolo, esploreremo i rischi della biocontaminazione dei tessili e forniremo consigli su come proteggere la tua salute e la tua casa.

Cos’è la biocontaminazione dei tessili?

La biocontaminazione dei tessili si verifica quando microrganismi come batteri, funghi e muffe si accumulano sui tessuti. Questi microrganismi possono essere presenti sui vestiti, lenzuola, tappeti e altri tessuti presenti nelle nostre case. La biocontaminazione può essere causata da vari fattori, tra cui l’umidità e la scarsa pulizia.

I rischi per la salute associati alla biocontaminazione dei tessili

La presenza di microrganismi e muffe sui tessili può causare una serie di problemi alla salute. Gli allergeni presenti nella polvere e nelle muffe possono scatenare reazioni allergiche come starnuti, prurito e congestione nasale. Inoltre, alcune muffe producono sostanze chimiche tossiche chiamate micotossine, che possono essere inalate o assorbite attraverso la pelle e causare sintomi come irritazione delle vie respiratorie, mal di testa e affaticamento.

Come proteggere la tua salute e la tua casa

Lavare regolarmente i tessili. La lavatrice è uno strumento efficace per rimuovere i microrganismi presenti sui tessuti. Assicurati di seguire le istruzioni di lavaggio e di utilizzare detergenti antibatterici o antimuffa quando appropriato.

Mantenere l’umidità sotto controllo. L’umidità eccessiva favorisce la crescita di muffe e batteri. Utilizza un deumidificatore o assicurati che la tua casa sia adeguatamente ventilata per mantenere l’umidità a un livello accettabile.

Pulizia regolare. Aspira i tappeti, pulisci le tende e i cuscini in modo regolare per rimuovere la polvere e i contaminanti presenti sui tessili.

Conservazione corretta. Conserva i tessili in ambienti puliti e asciutti. Evita di ammassarli in spazi ristretti o umidi, poiché ciò favorisce la crescita di muffe.

Soluzioni innovative per la prevenzione della biocontaminazione

Trattamenti antimicrobici. Alcune aziende offrono tessuti con trattamenti antimicrobici incorporati, che aiutano a ridurre la crescita di microrganismi. Questi tessuti sono particolarmente utili per oggetti come lenzuola e asciugamani.

Filtri per l’aria. L’utilizzo di filtri per aria di alta qualità nelle abitazioni può contribuire a ridurre la presenza di allergeni e microrganismi nell’aria. Assicurati di pulire e sostituire regolarmente i filtri per garantire un’efficace filtrazione dell’aria.

Trattamenti professionali. In casi di biocontaminazione grave, potrebbe essere necessario ricorrere a servizi professionali di pulizia e igienizzazione dei tessili. Questi esperti utilizzeranno tecniche avanzate e prodotti specifici per eliminare i contaminanti e ripristinare la pulizia dei tessuti.

Sensibilizzazione all’igiene tessile. Promuovi una cultura dell’igiene tessile nella tua famiglia e nella tua comunità. Educa le persone sull’importanza di una corretta cura dei tessili, dalla pulizia regolare al corretto stoccaggio, per prevenire la biocontaminazione.

reati

Reati relativi a salute e sicurezza sul lavoro, un documento Inail

Sono disponibili in un documento online le “Linee di indirizzo per il monitoraggio e la valutazione del rischio della commissione dei reati relativi a salute e sicurezza sul lavoro di cui al 25 septies del d.lgs.231/01”, realizzate nell’ambito del protocollo d’intesa siglato nel 2020 con Capitalimprese, l’Associazione italiana industriali piccole e medie imprese.

Il documento è frutto della collaborazione multidisciplinare tra professionisti dell’associazione Capitalimprese e delle imprese associate, della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza e della Consulenza statistico attuariale dell’Inail.

In particolare, vengono fornite indicazioni su come monitorare e misurare i rischi di commissione dei reati relativi alla salute e sicurezza sul lavoro attraverso specifiche modalità operative conformi alla UNI ISO 45001:18.

Reati relativi e salute e sicurezza, il contesto normativo

 Il d.lgs. 231 del 2001 ha introdotto nel nostro ordinamento la possibilità che un ente possa essere sottoposto a sanzioni per la commissione di reati penali e nel 2007 la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni è stata estesa ai reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La novità è stata recepita dall’art. 25 septies del d.lgs. 231/01, introdotto dalla legge 123/07 e modificato dall’art. 300 del d.lgs. 81/08, il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Le finalità del documento 

Le linee di indirizzo nel documento mirano innanzitutto a orientare le imprese nella realizzazione di un modello che sia il più possibile aderente al proprio contesto organizzativo, in modo da costituire uno strumento utile sia alla riduzione degli infortuni, sia al miglioramento della gestione complessiva delle attività.

Inoltre, tale documento consente all’impresa di rispettare i dettami normativi, tutelandosi dalla responsabilità amministrativa. In generale, una gestione corretta della salute e sicurezza porta alla riduzione dei rischi diventando anche un importante strumento di competitività.

L’attività di audit al centro del modello

Lo strumento descritto nella pubblicazione può essere utilizzato in tutte le tipologie di azienda, di ogni dimensione. Il fulcro del modello è l’attività di audit che, effettuata in maniera rigorosa, non punta tanto a fornire un valore assoluto di bontà organizzativa, quanto a dare all’organizzazione indicazioni su quali sono le aree del proprio modello organizzativo e gestionale in cui è necessario diminuire i livelli di rischiosità, nell’ottica del miglioramento continuo.

settore estrattivo

Settore estrattivo, analisi e prevenzione degli infortuni

Gli infortuni nel settore estrattivo delle cave a cielo aperto risultano ad oggi ancora una criticità rappresentando un importante problema per gli elevati costi umani, sociali ed economici.

Tra le principali aree note per la significativa presenza di cave vi è la Toscana ed in particolare la zona delle Alpi Apuane, famosa per la produzione di un marmo pregiato, utilizzato in tutto il mondo come materiale ornamentale in edilizia e per la realizzazione di opere d’arte nella scultura.

L’opuscolo, realizzato dalla Consulenza tecnica salute e sicurezza assieme al Dipartimento della prevenzione dell’Asl Toscana nord-ovest e ai Comitati paritetici per il marmo di Massa Carrara e di Lucca, nasce all’interno del Piano straordinario per la sicurezza nelle cave della Regione Toscana del 2016 che prevede la realizzazione del progetto “Dall’analisi alla prevenzione”.

La pubblicazione si propone di offrire una riflessione in chiave prevenzionistica, partendo dall’analisi degli eventi infortunistici verificatisi negli ultimi 20 anni nel settore estrattivo.

In Toscana, dal 2000 al 2021 si registrano oltre 2.500 infortuni nel settore estrattivo

L’opuscolo offre una fotografia precisa dell’andamento infortunistico toscano nel comparto. Dai dati riportati emerge che nei primi 21 anni del 2000, l’Inail ha riconosciuto in Toscana 2.569 infortuni, di cui 2.516 avvenuti durante lo svolgimento delle mansioni lavorative e 53 in itinere.

Nella Regione, è Massa Carrara la provincia che detiene il primato, con 1.826 incidenti, anche in virtù della maggiore rilevanza dell’attività estrattiva per la zona.

Sebbene a partire dagli ultimi dieci anni si segnali una progressiva diminuzione degli infortuni, la cava continua a rappresentare un ambiente a rischio e richiede standard di sicurezza elevati.

Analisi delle dinamiche infortunistiche

Lo studio esamina le dinamiche infortunistiche in cava partendo dallo studio dettagliato degli incidenti che hanno causato gli eventi dannosi per i lavoratori. Attraverso l’analisi di dati quali registri degli incidenti, relazioni dettagliate e testimonianze dei lavoratori, gli esperti possono identificare i fattori comuni di rischio, che caratterizzano il settore estrattivo.

Questi fattori possono includere problemi di manutenzione delle attrezzature, cattiva formazione del personale, mancanza di dispositivi di protezione individuale o norme di sicurezza non rispettate. Solo attraverso una comprensione approfondita delle cause degli infortuni è possibile acquisire gli strumenti necessari per sviluppare strategie di prevenzione mirate ed efficienti.

Illustrazioni delle dinamiche infortunistiche in 30 schede

A supporto dell’analisi, sono riportate le illustrazioni di 30 infortuni gravi, gravissimi o mortali, verificatisi nel comparto delle cave a Massa Carrara tra il 2006 e il 2022.

Le schede, divise in capitoli tematici sulle diverse fasi lavorative svolte in una cava, forniscono una rappresentazione visiva delle sequenze di eventi che portano agli incidenti, con la documentazione fotografica dei luoghi in cui sono accaduti.

Agli infortuni sono associate le linee di indirizzo deliberate dalla regione Toscana per la corretta esecuzione delle fasi di lavoro in cava. L’analisi degli infortuni, associati alle linee guida, aiuta a visualizzare le cause e gli effetti degli incidenti, rendendo più semplice comprendere le dinamiche complesse che possono portare a situazioni pericolose ed evitare il ripetersi di eventi dannosi.

Tavolo Sicurezza, Conflavoro PMI: "Prevenzione, formazione e semplificazione"

Tavolo Sicurezza, Conflavoro PMI: “Prevenzione, formazione e semplificazione”

Prevenzione, formazione e semplificazione. Sono questi i tre aspetti su cui il governo e le associazioni di categoria maggiormente rappresentative hanno deciso di concentrarsi per avviare un percorso di miglioramento generale della sicurezza sul lavoro. Sono così state accolte le principali istanze di Conflavoro PMI. Le linee sono state stabilite al Tavolo convocato al dicastero del Lavoro alla presenza del ministro Marina Calderone. Il prossimo incontro si svolgerà nei primi giorni di luglio.

“Siamo molto soddisfatti dell’esito del confronto – commenta Enzo Capobianco, segretario generale di Conflavoro PMI, intervenuto al Tavolo sulla sicurezza – perché riteniamo abbia fissato i presupposti giusti per agire in modo concreto ed efficace sulla materia, con uno sforzo congiunto tra istituzioni e parti sociali che rende il valore del percorso ancora più solido”.

Formazione e semplificazione: il percorso verso una nuova sicurezza sul lavoro

“Il ministro Calderone ha recepito con favore le istanze sulle quali la nostra associazione sta lavorando da oltre un anno in collaborazione con le più importanti realtà di settore, che Conflavoro PMI ha riunito per la prima volta nell’Italian Summit HSE proprio con l’obiettivo di rendere unanimi le richieste da sottoporre alle istituzioni”.

“Siamo assolutamente convinti – evidenzia Enzo Capobianco – che la sicurezza sul lavoro possa trovare una più capillare diffusione solo se agiamo sulla semplificazione burocratica, su una formazione mirata ed effettivamente applicabile e, soprattutto, su una prevenzione intesa in modo differente, cioè incentivando e sostenendo economicamente le aziende a diffondere la sicurezza. Apprezziamo anche, come confermato dal ministro al Tavolo, che l’esecutivo abbia deciso di incrementare con 5 milioni il fondo di risarcimento per le famiglie delle vittime sul lavoro. La direzione è quella giusta”.

Conflavoro PMI ha infine ribadito la propria proposta che prevede di introdurre, nella prossima legge di Bilancio, un credito d’imposta per compensare le spese effettuate dalle imprese per adempiere agli obblighi normativi.

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