I droni stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nelle attività di ispezione tecnica e nei controlli non distruttivi, soprattutto quando le verifiche devono essere svolte in ambienti difficili da raggiungere, spazi confinati, aree industriali complesse, impianti, serbatoi o luoghi nei quali l’accesso diretto dell’operatore può comportare rischi elevati. Il tema si inserisce pienamente nel quadro della prevenzione previsto dal Dlgs 81/2008, che impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi presenti nell’attività lavorativa e di adottare misure tecniche, organizzative e procedurali adeguate.
In particolare, gli articoli 15, 17 e 28 richiamano i principi generali di prevenzione, l’obbligo non delegabile di valutazione dei rischi e la necessità di individuare misure idonee a ridurre l’esposizione dei lavoratori ai pericoli. L’impiego di sistemi a pilotaggio remoto non sostituisce tali obblighi, ma può diventare uno strumento utile per migliorare la sicurezza delle operazioni, purché sia inserito in una pianificazione corretta, documentata e coerente con le procedure aziendali.
Droni e controlli non distruttivi nelle aree più critiche
I droni consentono di acquisire immagini, video e dati tecnici ad alta definizione senza esporre direttamente i lavoratori a condizioni operative particolarmente rischiose. Questo aspetto è rilevante soprattutto nelle ispezioni visive di superfici interne ed esterne di attrezzature, impianti e strutture, dove l’accesso fisico può richiedere lavori in quota, ingresso in ambienti confinati, esposizione a sostanze pericolose o presenza di ostacoli difficili da individuare preventivamente.
L’utilizzo di sistemi a pilotaggio remoto permette di effettuare verifiche più rapide e tracciabili, migliorando la qualità della documentazione raccolta e supportando le successive valutazioni tecniche. Anche l’integrazione con sensori, sistemi termografici e strumenti di analisi basati sull’intelligenza artificiale può contribuire a individuare anomalie, difetti o condizioni di degrado, ma resta essenziale che la tecnologia sia governata da personale qualificato. L’intelligenza artificiale, infatti, deve supportare l’attività del tecnico e non sostituire il giudizio professionale, che rimane centrale nella valutazione dei risultati e nella definizione degli interventi necessari.
Imprese e lavoratori: pianificazione, formazione e procedure
Le imprese che intendono utilizzare droni per le ispezioni devono considerare questi strumenti come parte di un sistema organizzato di prevenzione, non come una soluzione automatica al rischio. Prima dell’attività è necessario definire gli obiettivi dell’ispezione, raccogliere la documentazione tecnica dell’attrezzatura o dell’area da verificare, acquisire eventuali autorizzazioni, valutare i rischi specifici dell’ambiente operativo e stabilire le modalità di intervento.
Nelle missioni indoor o in spazi ridotti devono essere considerati anche fattori come ostacoli, turbolenze, polveri generate dallo spostamento d’aria, interferenze operative e condizioni che possono rendere più complessa la guida del drone. La collaborazione tra pilota, tecnico incaricato dell’esame visivo e figure della prevenzione diventa quindi decisiva per garantire un risultato affidabile e sicuro.
Restano inoltre fondamentali la formazione specifica degli operatori, l’uso dei DPI quando richiesto, la definizione di protocolli chiari e l’aggiornamento delle procedure aziendali. In questa prospettiva, i droni rappresentano un’opportunità concreta per ridurre l’esposizione dei lavoratori, migliorare l’efficienza dei controlli e rafforzare la cultura della prevenzione.


