Fumi di saldatura: rischi e prevenzione nei luoghi di lavoro

Fumi di saldatura: rischi e prevenzione nei luoghi di lavoro

La saldatura può comportare l’esposizione dei lavoratori a polveri, aerosol, particelle e gas potenzialmente pericolosi per la salute. Il Dlgs 81/2008 disciplina questi rischi principalmente attraverso il Titolo IX dedicato alle sostanze pericolose. In particolare, l’articolo 223 impone al datore di lavoro di valutare il rischio derivante dalla presenza di agenti chimici, considerando le proprietà pericolose delle sostanze, il livello, il tipo e la durata dell’esposizione, le modalità di utilizzo e le circostanze nelle quali viene svolta l’attività. Gli articoli 224 e 225 individuano invece le misure generali e specifiche di prevenzione e protezione da adottare. 

Nel caso dei fumi di saldatura, la valutazione non può essere effettuata in modo generico, perché la composizione delle emissioni varia in funzione della tecnica utilizzata, del metallo lavorato, del materiale d’apporto, dei rivestimenti presenti e delle condizioni operative. Alcuni processi possono inoltre liberare sostanze cancerogene, come composti del cromo VI o del nichel. In questi casi trovano applicazione anche le specifiche disposizioni previste dal Dlgs 81/2008 per gli agenti cancerogeni, che impongono una riduzione dell’esposizione al livello più basso tecnicamente possibile.

Saldatura: quali sostanze possono essere presenti nei fumi

La saldatura può generare emissioni molto diverse tra loro e il livello di rischio dipende fortemente dal processo adottato. Le particelle prodotte possono raggiungere le zone più profonde dell’apparato respiratorio e determinare effetti irritativi o infiammatori, soprattutto in presenza di esposizioni ripetute o prolungate. Alcune lavorazioni possono inoltre produrre ossidi metallici, ozono, monossido di carbonio e ossidi di azoto. La saldatura dell’acciaio inossidabile richiede particolare attenzione perché può determinare l’esposizione a composti del cromo VI e del nichel, sostanze associate a rischi più elevati per la salute. Anche le condizioni del materiale incidono sulla composizione dei fumi. 

Vernici, rivestimenti, residui, impurità o trattamenti superficiali possono infatti liberare ulteriori sostanze pericolose durante il riscaldamento. La valutazione deve quindi considerare non soltanto il tipo di saldatrice, ma l’intero processo produttivo. Tecniche differenti possono produrre quantità molto diverse di fumi: alcuni procedimenti automatizzati o a basse emissioni possono ridurre l’esposizione, mentre altre modalità operative possono generare concentrazioni significativamente superiori. Un ulteriore fattore è rappresentato dalla posizione del lavoratore rispetto alla sorgente, soprattutto quando il volto si trova direttamente sulla traiettoria dei fumi o quando le attività vengono eseguite in spazi ristretti.

Le misure per ridurre l’esposizione dei lavoratori ai fumi

Le imprese devono intervenire prioritariamente sulla fonte del rischio, scegliendo, quando tecnicamente possibile, processi di saldatura caratterizzati da emissioni più contenute e regolando correttamente attrezzature e parametri di lavoro. Una delle misure più efficaci è l’aspirazione localizzata dei fumi direttamente in prossimità del punto in cui vengono generati. Cappe aspiranti, bracci mobili o sistemi integrati nella torcia possono limitare la dispersione delle sostanze nell’ambiente, purché siano correttamente dimensionati, posizionati e sottoposti a manutenzione. Anche la ventilazione generale degli ambienti deve essere adeguata alle lavorazioni svolte

Il datore di lavoro deve inoltre ridurre il numero dei soggetti potenzialmente esposti, organizzare e delimitare le aree di saldatura e mantenere puliti gli ambienti evitando sistemi che possano rimettere in sospensione le polveri. Quando le misure tecniche e organizzative non consentono di controllare adeguatamente l’esposizione, devono essere utilizzati idonei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, individuati sulla base della valutazione del rischio. 

Restano inoltre fondamentali la formazione dei lavoratori, il corretto posizionamento durante la saldatura, la manutenzione periodica degli impianti di aspirazione e, quando previsto in relazione agli agenti presenti e ai livelli di esposizione, la sorveglianza sanitaria. Una gestione efficace del rischio richiede quindi un approccio integrato, nel quale la scelta della tecnologia, l’organizzazione del lavoro e le protezioni collettive assumono priorità rispetto al solo utilizzo dei DPI.

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