La regolarità in materia di salute e sicurezza sul lavoro resta uno dei requisiti fondamentali per accedere alla riduzione del tasso medio di tariffa prevista dal modello OT23 2027, ma cambiano i criteri con cui viene valutata. Con la nota n. 8221 del 18 settembre 2026, INAIL ha fornito nuovi chiarimenti sui prerequisiti necessari per ottenere il beneficio e ha aggiornato le FAQ relative agli interventi di prevenzione. Già a partire dall’OT23 2025 era stata eliminata l’indicazione secondo cui la regolarità dovesse essere verificata esclusivamente con riferimento alla situazione esistente al 31 dicembre dell’anno precedente alla domanda.
Il cambiamento deriva dalle modifiche introdotte dall’articolo 29, comma 1, del Dl 19/2024 e dal nuovo comma 1175-bis della legge 296/2006. In base alla nuova disciplina, la presenza di una violazione non determina automaticamente la perdita del beneficio quando questa può essere regolarizzata e il datore di lavoro provvede entro i termini indicati dagli organi di vigilanza. Il requisito della regolarità non viene quindi meno, ma deve essere valutato considerando anche l’eventuale successivo adempimento dell’impresa.
Regolarità OT23: quando la violazione può essere sanata
La regolarità richiesta per l’OT23 2027 deve essere letta insieme al principio secondo cui le violazioni regolarizzabili possono essere sanate nei tempi previsti senza determinare necessariamente la perdita della riduzione. Il chiarimento assume particolare importanza perché supera una lettura rigidamente collegata alla situazione dell’impresa in una singola data. INAIL precisa inoltre che, per ottenere il beneficio, non è sufficiente dimostrare formalmente di avere programmato un intervento di prevenzione: l’attività deve essere effettivamente realizzata, documentabile e coerente con gli obiettivi indicati dal modello. Le FAQ forniscono diversi esempi.
Per i sistemi installati sulle macchine, una semplice telecamera posteriore non è sufficiente quando l’intervento richiede un dispositivo capace di rilevare automaticamente la presenza di persone e attivare un allarme o un’azione preventiva. L’analisi termografica degli impianti elettrici può invece essere ripetuta anche per più anni consecutivi, purché la relazione tecnica sia aggiornata e riporti le nuove verifiche e le eventuali azioni correttive. La stessa analisi può riguardare anche gli impianti fotovoltaici, compresi moduli, quadri, cablaggi, sistemi di protezione, conversione e accumulo.
Gli interventi devono essere concreti, continuativi e documentati
Le imprese che intendono utilizzare il modello OT23 2027 devono quindi prestare attenzione non soltanto alla scelta degli interventi, ma anche alle modalità con cui questi vengono attuati e documentati. Le FAQ chiariscono, ad esempio, che la micro-formazione deve rafforzare nel tempo contenuti già affrontati nella formazione obbligatoria attraverso unità brevi, focalizzate e distribuite nel corso dell’anno, senza trasformarsi in un normale corso di aggiornamento.
Per i sistemi di gestione conformi alla UNI ISO 45001, il certificato deve comprendere le sedi corrispondenti alle PAT attive, con specifiche eccezioni previste per i cantieri temporanei e mobili. Per la gestione dei near miss, invece, i moduli predisposti da INAIL non sono obbligatori: le imprese possono utilizzare una propria modulistica, purché siano garantite la segnalazione del mancato infortunio, l’analisi delle cause e l’individuazione delle misure correttive e preventive.
Ulteriori chiarimenti riguardano i dispositivi per il lavoro in solitario, che devono essere sufficienti a coprire tutti i turni e gli operatori esposti, e la formazione negli ambienti confinati, che deve coinvolgere tutti i lavoratori incaricati. Il quadro conferma quindi l’importanza di una prevenzione concreta e verificabile, nella quale ogni intervento deve essere coerente con i rischi aziendali e supportato da adeguata documentazione.


