Radiazioni UV sul lavoro: come prevenire i rischi all’aperto

Radiazioni UV sul lavoro: come prevenire i rischi all’aperto

Le radiazioni UV rappresentano un rischio professionale da considerare per i lavoratori che svolgono una parte significativa della propria attività all’aperto. Il tema assume particolare rilievo alla luce dei recenti dati europei, che evidenziano un incremento della radiazione ultravioletta che raggiunge il suolo. Un monitoraggio condotto su 40 stazioni europee nel periodo 2013-2022 ha rilevato aumenti statisticamente significativi dei valori medi annuali in 26 località, con una crescita mediana di circa l’1,2% all’anno. 

L’aumento risulta collegato soprattutto alla riduzione della copertura nuvolosa e, in misura minore, alle variazioni degli aerosol atmosferici. Sul piano normativo, la radiazione solare non rientra nel Capo V del Titolo VIII del Dlgs 81/2008, dedicato alle radiazioni ottiche artificiali. Resta però pienamente applicabile l’articolo 28, che impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Quando una mansione comporta un’esposizione significativa al sole, il rischio deve quindi essere valutato secondo gli articoli 28 e 29 e devono essere individuate adeguate misure di prevenzione e protezione.

Radiazioni UV in aumento e lavoratori maggiormente esposti

Le radiazioni UV interessano in particolare le attività nelle quali il lavoratore trascorre molte ore all’aperto. Tra i settori maggiormente esposti rientrano agricoltura e lavori forestali, edilizia e cantieristica stradale, giardinaggio, pesca, attività portuali, lavorazioni in cave e miniere a cielo aperto e servizi svolti sulle spiagge o presso piscine. L’esposizione deve essere valutata considerando diversi elementi, tra cui periodo dell’anno, orario di lavoro, durata della permanenza all’aperto, latitudine, condizioni meteorologiche e presenza di superfici capaci di riflettere la radiazione. 

Acqua, sabbia e altre superfici chiare possono infatti aumentare l’esposizione complessiva. Gli effetti riguardano principalmente la pelle e gli occhi e possono manifestarsi sia nel breve sia nel lungo periodo. L’esposizione ripetuta e prolungata può favorire eritemi, alterazioni cutanee, invecchiamento precoce della pelle, patologie oculari e aumento del rischio di tumori cutanei. Per questo la valutazione non deve essere limitata alle giornate caratterizzate da temperature elevate: radiazione UV e caldo rappresentano rischi differenti e livelli significativi di UV possono essere presenti anche quando la temperatura non è particolarmente alta.

Le misure per ridurre l’esposizione durante il lavoro all’aperto

Le imprese devono intervenire innanzitutto sull’organizzazione del lavoro, cercando di ridurre l’esposizione nelle ore caratterizzate dai livelli più elevati di radiazione UV. Quando possibile, le lavorazioni possono essere programmate nelle fasce meno critiche, prevedendo zone ombreggiate, pause in aree protette e una rotazione delle attività per limitare il tempo trascorso sotto il sole. 

Alle misure organizzative devono affiancarsi adeguate protezioni individuali, come indumenti coprenti e idonei alle condizioni climatiche, copricapo o caschi che offrano una protezione adeguata e occhiali da sole conformi ai requisiti previsti per i DPI. Le protezioni solari per la cute possono integrare queste misure, soprattutto sulle parti del corpo che non possono essere coperte dagli indumenti, ma non devono sostituire gli interventi organizzativi e protettivi prioritari. 

Il datore di lavoro deve inoltre assicurare l’informazione e la formazione previste dagli articoli 36 e 37 del Dlgs 81/2008, affinché i lavoratori sappiano riconoscere il rischio e adottare comportamenti corretti. La valutazione deve tenere conto anche dei soggetti particolarmente sensibili e coordinarsi, quando necessario, con la sorveglianza sanitaria prevista dall’articolo 41. L’aumento della radiazione UV rende quindi ancora più importante integrare questo rischio nella prevenzione aziendale, soprattutto nelle attività che si svolgono prevalentemente all’aperto.

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