RAEE fotovoltaici: regole e obblighi per il fine vita sicuro

RAEE fotovoltaici: regole e obblighi per il fine vita sicuro

I RAEE fotovoltaici sono i pannelli che, al termine del loro utilizzo, diventano rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche perché il detentore se ne disfa, intende disfarsene o è obbligato a farlo. La disciplina di riferimento è contenuta nel Dlgs 49/2014, che recepisce la direttiva 2012/19/UE ed è stato aggiornato dal Dlgs 2/2026 in attuazione della direttiva UE 2024/884. L’articolo 24-bis stabilisce che il finanziamento della gestione dei moduli immessi sul mercato dal 13 agosto 2012 è posto a carico dei produttori, indipendentemente dalla loro provenienza domestica o professionale. 

Restano inoltre applicabili le disposizioni generali del Dlgs 152/2006 sulla classificazione, sulla tracciabilità e sulla corretta destinazione dei rifiuti. Ai fini operativi, gli impianti con potenza nominale inferiore a 10 kW generano RAEE domestici, mentre quelli con potenza pari o superiore a 10 kW producono RAEE professionali. Per gli impianti incentivati in Conto Energia si aggiungono gli obblighi documentali e le garanzie economiche previste dalle istruzioni operative del GSE.

RAEE fotovoltaici: conferimento e documenti necessari

I moduli provenienti da impianti con potenza inferiore a 10 kW possono essere conferiti gratuitamente ai centri di raccolta che accettano questa tipologia di rifiuto oppure agli impianti autorizzati attraverso i sistemi di gestione previsti. La gratuità del conferimento non comprende necessariamente lo smontaggio, l’imballaggio, la movimentazione e il trasporto dal luogo di installazione, che possono restare a carico del titolare. I pannelli provenienti da impianti con potenza pari o superiore a 10 kW devono invece essere affidati a un sistema individuale o collettivo, a un trasportatore iscritto all’Albo nazionale gestori ambientali oppure a un altro operatore autorizzato.

Prima della rimozione occorre individuare il numero e le matricole dei moduli, verificare la potenza dell’impianto e l’eventuale regime incentivante, scegliere il corretto codice EER e controllare i titoli autorizzativi del trasportatore e dell’impianto di destinazione. Per i RAEE professionali assumono particolare rilievo il formulario di identificazione del rifiuto, la dichiarazione di avvenuta consegna e la corrispondenza tra i pannelli rimossi e la documentazione tecnica. Negli impianti incentivati, la sostituzione o la rimozione deve essere comunicata al GSE entro 60 giorni dal completamento dell’intervento. Quando la documentazione conclusiva del trattamento non è ancora disponibile, la pratica dovrà essere successivamente integrata secondo le procedure applicabili.

Le responsabilità delle imprese nella gestione dei pannelli

Le imprese devono pianificare il fine vita dei pannelli già durante gli interventi di manutenzione, revamping o dismissione, evitando che i moduli rimossi restino in deposito senza una corretta classificazione. Lo smontaggio deve essere affidato a personale competente e organizzato considerando il rischio elettrico, i lavori in quota, la movimentazione manuale, la rottura del vetro e la possibile dispersione di frammenti. 

I pannelli danneggiati devono essere messi in sicurezza e imballati in modo da prevenire cadute, urti e ulteriori rotture durante il trasporto. Il produttore iniziale o il detentore conserva la responsabilità della corretta gestione anche quando affida il rifiuto a soggetti terzi. Deve quindi verificare le autorizzazioni degli operatori, la destinazione dei moduli e la completezza della documentazione. Per gli impianti incentivati occorre inoltre conservare i documenti necessari alla restituzione o allo svincolo delle quote trattenute a garanzia del trattamento. 

La sentenza del TAR Lazio n. 13266/2026 ha chiarito che le quote economiche devono essere determinate sulla base di costi reali e aggiornati. Prima di programmare la dismissione è quindi opportuno controllare gli importi e le istruzioni operative vigenti. Una gestione corretta dei RAEE fotovoltaici permette di recuperare vetro, alluminio e altri materiali, riduce i rischi ambientali e limita contestazioni relative a trasporti, conferimenti o registrazioni non conformi.

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