RSPP dipendente: incarico, inquadramento e tutele sul lavoro

RSPP dipendente: incarico, inquadramento e tutele sul lavoro

L’RSPP dipendente svolge un ruolo centrale nel sistema aziendale di prevenzione, ma la sua nomina non determina automaticamente uno specifico livello contrattuale o una qualifica superiore. Il riferimento principale è il Dlgs 81/2008: l’articolo 17, comma 1, lettera b), attribuisce al datore di lavoro l’obbligo non delegabile di designare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, mentre l’articolo 33 ne definisce i compiti di supporto tecnico, valutativo e programmatico. L’articolo 31 stabilisce inoltre che il servizio debba essere organizzato prioritariamente all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva e individua, al comma 6, i casi nei quali la struttura interna è obbligatoria. 

L’articolo 32 disciplina i requisiti professionali richiesti per lo svolgimento dell’incarico. L’interpello n. 24/2014 ha chiarito che la natura interna dell’RSPP non coincide necessariamente con la qualità di dipendente: conta il suo effettivo inserimento nell’organizzazione aziendale, la conoscenza dei processi produttivi e il coordinamento di un servizio interno adeguato alle dimensioni e alle caratteristiche dell’impresa.

RSPP dipendente: mansioni e inquadramento contrattuale

L’inquadramento del dipendente incaricato come RSPP deve essere determinato attraverso il confronto tra le mansioni concretamente esercitate e le declaratorie del CCNL applicato. Il Dlgs 81/2008 disciplina funzioni, requisiti e responsabilità in materia di sicurezza, ma non assegna automaticamente una categoria contrattuale. La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 7172 del 13 marzo 2019, ha riconosciuto in uno specifico caso il diritto a un livello superiore, valorizzando la complessità delle attività di studio, progettazione e pianificazione svolte dal responsabile. La sicurezza è stata considerata un obiettivo essenziale dell’organizzazione aziendale e non un’attività meramente accessoria alla produzione. 

La decisione non introduce però una regola generale valida per ogni RSPP: il riconoscimento dipende dal contratto collettivo applicato, dall’autonomia richiesta, dalle competenze utilizzate, dall’ampiezza della struttura seguita e dalle prove relative alle mansioni effettive. Anche l’eventuale compatibilità con altri incarichi deve essere valutata in concreto, verificando che il lavoratore disponga di tempo, strumenti, informazioni e autonomia sufficienti per adempiere correttamente ai compiti previsti dall’articolo 33. Il datore di lavoro deve inoltre trasmettere al servizio le informazioni indicate dall’articolo 18, comma 2, comprese quelle relative ai rischi, alle misure preventive, agli impianti e all’organizzazione del lavoro.

Rinuncia all’incarico e gestione del rapporto di lavoro

Le imprese devono gestire l’incarico dell’RSPP dipendente con atti chiari, coerenti e aggiornati. La lettera di nomina dovrebbe definire il perimetro delle funzioni, le risorse disponibili, i rapporti con il datore di lavoro e gli altri soggetti della prevenzione, senza attribuire al responsabile poteri gestionali che non gli appartengono. Sul piano del rapporto di lavoro, la rinuncia o il rifiuto dell’incarico non possono essere valutati in modo automatico. 

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 34553 del 27 dicembre 2024, ha ritenuto legittimo, nel caso esaminato, il licenziamento conseguente a un rifiuto generico e privo di adeguata motivazione, dopo che il datore di lavoro aveva rimosso le mansioni indicate come incompatibili. Ciò non significa che ogni rinuncia sia disciplinarmente rilevante: occorre esaminare le ragioni addotte, le condizioni di lavoro, la buona fede delle parti e l’effettiva possibilità di svolgere l’incarico. 

Un ulteriore orientamento di merito ha inoltre escluso che il ruolo interno possa essere soppresso ed esternalizzato esclusivamente per ridurre i costi quando in azienda sia già presente un lavoratore qualificato. Per prevenire contenziosi, è quindi opportuno verificare periodicamente mansioni, livello contrattuale, carichi di lavoro e collocazione organizzativa, assicurando al responsabile un accesso tempestivo alle informazioni necessarie. Anche le segnalazioni dell’RSPP dovrebbero essere formalizzate e tracciate, così da permettere al datore di lavoro di valutarle e adottare le misure necessarie. Una gestione corretta tutela il lavoratore incaricato, rafforza l’efficacia del servizio di prevenzione e riduce il rischio di contestazioni contrattuali o disciplinari.

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