La prevenzione dei rischi psicosociali assume un ruolo sempre più rilevante nella tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Dlgs 81/2008 stabilisce, all’articolo 17, l’obbligo non delegabile del datore di lavoro di effettuare la valutazione dei rischi, mentre l’articolo 28 precisa che questa deve riguardare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato. In questo quadro si inseriscono le più recenti indicazioni europee sulla gestione dei rischi psicosociali, elaborate attraverso l’analisi di esperienze realizzate in diversi settori e contesti organizzativi.
I cambiamenti nell’organizzazione del lavoro, la crescente digitalizzazione, l’intensificazione dei carichi, le difficoltà di conciliazione tra vita privata e attività professionale e le nuove modalità di lavoro possono infatti generare o accentuare condizioni di stress e disagio. Tra i fattori da considerare rientrano anche la scarsa autonomia, i problemi di comunicazione, le molestie, la violenza e la difficoltà di disconnessione dagli strumenti digitali. La valutazione deve quindi tenere conto non soltanto delle condizioni materiali di lavoro, ma anche delle modalità con cui l’attività viene organizzata e gestita.
Prevenzione dei rischi psicosociali: gli interventi più efficaci
Il nuovo approfondimento europeo analizza nove esperienze di prevenzione, sei sviluppate a livello nazionale o settoriale e tre direttamente all’interno di organizzazioni, individuando gli elementi che possono rendere più efficace la gestione dei rischi psicosociali. I risultati mostrano innanzitutto l’importanza di superare un approccio esclusivamente reattivo, basato sull’intervento quando il disagio è già emerso, per adottare invece una gestione preventiva e continuativa. I rischi psicosociali devono essere inseriti nei normali processi aziendali di salute e sicurezza attraverso valutazioni periodiche, strumenti di monitoraggio, procedure definite e responsabilità chiaramente attribuite.
Un altro elemento determinante è il coinvolgimento dei lavoratori, che può avvenire attraverso questionari, momenti di confronto, sistemi di segnalazione e strumenti utili a individuare tempestivamente le criticità. Le esperienze esaminate evidenziano inoltre l’utilità della formazione rivolta a dirigenti, responsabili e lavoratori, soprattutto per riconoscere i segnali di rischio e intervenire sull’organizzazione. Tra le difficoltà più frequenti emergono invece la disponibilità limitata di risorse, la scarsa continuità degli interventi e la tendenza, soprattutto nelle realtà di minori dimensioni, a considerare i rischi psicosociali meno rilevanti rispetto ai rischi fisici.
Le imprese devono integrare la gestione nell’organizzazione del lavoro
Le imprese possono tradurre queste indicazioni in interventi concreti partendo da una valutazione che tenga conto delle caratteristiche effettive dell’organizzazione, delle mansioni e delle condizioni nelle quali viene svolta l’attività. La prevenzione non dovrebbe limitarsi a iniziative rivolte esclusivamente al benessere individuale, ma intervenire sulle possibili cause organizzative del rischio. Carichi di lavoro eccessivi, ruoli poco definiti, mancanza di autonomia, comunicazione insufficiente, turnazioni problematiche o situazioni di conflitto devono essere individuati e, quando necessario, corretti attraverso misure organizzative adeguate.
È inoltre importante definire procedure per la segnalazione delle criticità, garantire un confronto effettivo con i lavoratori e verificare periodicamente se le misure adottate producono risultati. Il monitoraggio assume particolare importanza quando intervengono cambiamenti organizzativi, nuove tecnologie o differenti modalità di svolgimento della prestazione.
Una gestione strutturata consente di ridurre il rischio che situazioni di disagio si consolidino e contribuisce contemporaneamente a migliorare la sicurezza, l’organizzazione e la qualità dell’ambiente di lavoro. Per le imprese, quindi, la gestione dei rischi psicosociali deve diventare parte integrante del sistema di prevenzione aziendale e non un intervento occasionale separato dagli altri obblighi in materia di salute e sicurezza.


